Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Autodromo di Pardossi: Legambiente e Lav si oppongono e la Regione condivide

Il progetto interesserebbe circa 40 ettari di terreno nel comune di Pontedera. Ha sollevato numerose polemiche nei mesi scorsi e i cittadini si sono riuniti in comitato: il rumore la preoccupazione principale

Il progetto dell'autodromo dei Pardossi

Esprimono perplessità sul progetto di costruzione del'autodromo di Pardossi, nel comune di Pontedera, il circolo Legambiente Valdera e la Lav che in un comunicato sottolineano i loro dubbi sulla installazione della pista che interesserebbe un'area di 40 ettari nella zona della Tenuta Isabella.

"Il progetto - fanno sapere le due associazioni - è stato adottato senza alcuna verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica, nè a quella integrata a corredo del Piano, ma attivando la VIA sul progetto alla provincia: una procedura sbrigativa che ha generato accese proteste dei residenti nella zona che si sono costituiti in Comitato. Pur considerando che nel momento attuale di crisi economica e perdita di posti lavoro sia importante attirare investimenti, non si può prescindere dalla necessità di attivare strumenti di verifica di compatibilità e sostenibilità ambientale con procedimenti chiari, documentati, trasparenti e partecipati".

Quindi nonostante la visita all'autodromo di Adria, un paio di mesi fa, del sindaco di Pontedera Simone Millozzi, a cui hanno partecipato anche alcuni cittadini, proprio per cercare di capire quanto rumorosa fosse la pista (le impressioni in quel caso furono positive, visto che il rumore a 150 metri dalla pista non si sente), le polemiche non si placano.

Legambiente e Lav hanno infatti presentato varie osservazioni alla variante al R.U. ed alla Regione perchè non ritengono che un progetto che cementifica una zona di pregio e valore ambientale e paesaggistico di oltre 40 ettari, sia compatibile con la strumentazione urbanistica vigente e con la normativa regionale relativa al territorio rurale.

In particolare si è osservato che:

- non è stata effettuata, prima dell’adozione, la verifica di assoggettabilità alla VAS e/o la V.I. (Valutazione Integrata);
- non è stato attivato alcun processo partecipativo e  trasparente;
- si registrano contraddizioni della variante al R.U. agli strumenti di pianificazione territoriale  comunale ed  alla normativa urbanistica di riferimento; 
- si registrano forti criticità dell’impianto a biomasse alimentato ad oli vegetali di 5 MW;
- si registrano criticità ambientali dell’autodromo, in merito all’ inquinamento atmosferico, al rumore, al prelievo di  acqua da falda.

Le osservazioni evidenziavano che non è stata posta particolare attenzione sull'effetto cumulativo che le varie fonti inquinanti andranno ad apportare ad un territorio già particolarmente messo in crisi dalla presenza di discariche, di impianti per il trattamento di rifiuti e di compost, dalla minacciata futura presenza di un “dissociatore molecolare”, dalla superstrada e dalla presenza di un'area industriale che giornalmente causa inquinamento dovuto anche al traffico veicolare.

"La tesi da noi sostenuta - proseguono Legambiente e Lav - è stata pienamente condivisa dalla Regione che in sintesi non ritiene ammissibile che il Comune possa prevedere impianti ed attrezzature di tal genere e di forte impatto ambientale e urbanistico, al di fuori di una logica condivisa con altri Enti di programmazione del territorio e, soprattutto, senza attivare un percorso metodologico e procedurale diverso da inquadrare nel Piano strutturale e nel PTC, in quanto struttura di interesse intercomunale subordinata ad una seria valutazione ambientale strategica".


Le due associazioni invitano il sindaco ad aprire un confronto ed un dialogo con la città e con le associazioni.

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