Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Università, affitto troppo alto negli studentati: borsisti si autoriducono il canone

E' la decisione di un gruppo di studenti che criticano l'alto costo mensile (165 euro) del posto letto negli alloggi universitari pisani. Troppo restrittivo viene giudicato inoltre il nuovo regolamento, mentre continuano a mancare i letti per gli assegnatari

"Centosessantacinque euro al mese sono troppi, noi ne paghiamo solo 33". E' la decisione di un gruppo di studenti borsisti che hanno lanciato un'autoriduzione dell'affitto nelle case dello studente di Pisa per denunciare il vertiginoso aumento del canone, passato "dai 128 euro previsti dal bando 2010/11, poi ai 155 euro del 2011/2012 fino ad arrivare ai 165 attuali".

"Sono cifre non di poco conto, soprattutto se richieste a giovani studenti e studentesse 'privi di mezzi', fino a poco tempo detentori di una borsa di studio che, sebbene sgravi dal peso dell'affitto, già di per sé resta comunque insufficiente e costringe a ricercare fonti supplementari di reddito che tolgono tempo allo studio allungando le carriere universitarie - si legge nella lettera consegnata dai ragazzi alla dirigente del servizio residenze del DSU, Magda Beltrami - inoltre l'aumento progressivo del canone sempre più approssima il prolungamento della permanenza in casa dello studente ai costi degli affitti sul mercato. Il mercato è oggi molto diversificato e molti studenti di questo ateneo pur di strappare affitti a meno di 200 euro si trasferiscono nei quartieri periferici e poco collegati con la città, spesso in stanze doppie se non triple".

Ma non è solo il canone mensile ad essere messo sotto i riflettori. Accanto alla questione economica, c'è anche quella che possiamo definire 'disciplinare'. E ad essere criticato dagli universitari è il nuovo regolamento residenze, considerato "altamente restrittivo, quando non punitivo". Tra i punti che proprio non vanno giù agli studenti i controlli 'a sorpresa', l'impossibilità di avere ospiti per più di 4 ore, il divieto di utilizzare piccoli elettrodomestici, quali asciugacapelli e forni elettrici. Da qui l'interrogativo: ma ne vale la pena pagare 165 euro?

"A comporre un quadro di iniquità - proseguono gli studenti - si aggiunge la strutturale carenza di residenze a Pisa che vede oltre 1500 studenti vincitori di posto alloggio esclusi dalle case dello studente. Alle responsabilità del DSU si sommano le sue provocazioni: mentre provano a far cassa su di noi aumentando il canone d'alloggio, i bonus per i dirigenti schizzano oltre i 100 mila euro all'anno e vengono tagliate le risorse destinate alla qualità dei servizi. Secondo il nuovo bando circa 50.000 euro all'anno saranno risparmiati sul servizio mensa acquistando generi alimentari surgelati o di scarsa qualità".

"A fronte di un indirizzo politico ostile al confronto e interessato solo a fare pesare sugli studenti i costi del diritto allo studio abbiamo deciso di iniziare a difenderci e costruirci le nostre garanzie nel concreto - concludono - l'aumento del canone d'affitto negli ultimi anni non è più sostenibile per noi. Per dare una risposta indispensabile alla nostra esigenza di garantirci il diritto a studiare riducendo i costi della vita e migliorandone la qualità, come gruppo di studenti vincitori di borsa semestrale abbiamo deciso di autoridurre l'affitto di 165 euro che dovremmo corrispondere al DSU, pagando 20% della quota richiesta: 33 euro al mese. Pagheremo solo una somma sufficiente a coprire i costi delle utenze. Eppure questa non vuole essere una soluzione solo per noi. Vogliamo che il DSU preveda sul nuovo bando una riduzione del canone d'affitto di 165 euro per tutti i vincitori di borsa semestrale".

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