Pedonalizzazione Santa Maria, residenti arrabbiati: "Ci autoridurremo la tariffa Ztl"

Alla base della decisione la mancanza di servizi adeguati. Nel mirino difficoltà a trovare parcheggio per l'auto e un carente decoro urbano con strade e marciapiedi spesso malmessi

Residenti di Santa Maria ancora sul piede di guerra contro una pedonalizzazione del quartiere che continua ad essere mal digerita per una serie di problematiche evidenziate a più riprese ma, a detta degli stessi cittadini, non ascoltate dall'amministrazione comunale. Così l'altra sera, nel corso di una partecipata assemblea, il Comitato di Santa Maria ha deciso dalle parole di passare ai fatti, mettendo in atto una forma di disobbedienza pacifica, autoriducendosi la tariffa della Ztl per l'anno in corso. "La decisione ha alla base una sentenza del Tar del Lazio che aveva annullato l'aumento della tariffa Ztl decisa dal Comune di Roma - spiega Francesco Pozzi per il Comitato Santa Maria - la tariffa Ztl non è una tassa, non c'è evasione, e deve comunque andare di pari passo all'introduzione di servizi che al momento sono assenti. Per questo abbiamo deciso di optare per questa forma di protesta". Al momento dunque l'invito che il Comitato rivolge ai cittadini è quello di attendere comunque la scadenza prima di rinnovare il pass (c'è tempo fino al 31 marzo), temporeggiare insomma, mentre nel frattempo verranno stabilite le modalità per mettere in pratica l'autoriduzione della tariffa mediante anche il consiglio di avvocati.

Alla base della decisione c'è la constatazione che il provvedimento di pedonalizzazione nel tratto di via Santa Maria che va da Piazza dei Miracoli a Piazza Cavallotti ha portato solo un peggioramento della qualità della vita degli abitanti dell’intero quartiere per un decremento dei servizi. "Dal dibattito dell'altra sera - sottolineano dal Comitato - è emersa la totale insoddisfazione degli abitanti per la mancata attuazione di tutta una serie di misure migliorative concordate con l’amministrazione comunale: potenziamento dei parcheggi, telecamere in tutte le strade, sistema adeguato di illuminazione, mezzi pubblici efficienti, controlli degli accessi alla Ztl, rispetto delle regole di legalità, di decoro urbano e di occupazione del suolo pubblico, piano organico di prevenzione e contrasto della movida e degli abusivismi, garanzia della sicurezza e dell’ordine pubblico, approvazione di un regolamento contro l’inquinamento acustico. La situazione è emersa dettagliatamente grazie alla partecipazione dei residenti al sondaggio on-line effettuato dal Comitato nei mesi scorsi".

"Così proprio per la presenza dei vari disservizi, e fino alla loro eliminazione, l’assemblea dei residenti ha deciso di applicare direttamente il sistema risarcitorio già richiesto, inutilmente, per il 2016 a favore dei residenti abitanti nelle strade interessate alla pedonalizzazione, attraverso l’azzeramento o la riduzione della tariffa Ztl, tenuto conto che essa si configura non come un tributo ma come un corrispettivo proporzionato ai servizi resi" sottolineano da Santa Maria.

In poche parole i residenti non trovano servizi corrispondenti e adeguati al pagamento della tariffa. Infatti un lungo elenco di aspetti (negativi) sono derivati, secondo i cittadini, dalla pedonalizzazione del quartiere come ad esempio la mancanza di posti auto, difficoltà a usufruire del trasporto pubblico, cattiva manutenzione di strade e piazze e problemi di ordine pubblico e sicurezza.
Nel mirino dei residenti anche una disparità di trattamento rispetto a coloro che abitano in altre zone della città, su tutti i residenti di Don Bosco e del litorale che non pagano il parcheggio.

"A questa forma di protesta (l'autoriduzione della Ztl, ndr) seguiranno altre iniziative pubbliche nel quartiere - concludono dal Comitato - il confronto con l’amministrazione comunale viene quindi sospeso fino a quando non verranno date risposte soddisfacenti alle richieste fatte e concordate dopo anni di trattative".

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