Avr e 'ndrangheta: "L'azienda sia allontanata immediatamente da Pisa"

E' quanto chiedono Usb e Cobas dopo la notizia delle indagini sulla holding attiva nel settore dei rifiuti, dell'igiene urbana e delle manutenzioni stradali

Il Comune tolga il servizio di igiene urbana ad Avr e lo affidi a Geofor. E' quanto tornano a chiedere dall'Unione Sindacale di Base dopo la notizia dell'indagine che mette in connessione l'azienda calabrese-romana con la 'ndrangheta.

"Nessuno meglio di noi sa cosa significa lavorare per Avr. Affinché tutto questo avesse una fine, noi abbiamo sempre denunciato le problematiche e lottato per la reinternalizzazione del servizio rifiuti nella Provincia di Pisa - afferma Stefano Teotino di Usb - oggi leggiamo che la società Avr risulta indagata per mafia, con presunti accordi con la malavita di Reggio Calabria per accaparrarsi appalti. Questo rappresenterebbe una delle peggiori accuse, che non vogliamo venga in nessun modo abbinata al popolo pisano, da sempre estraneo a simili atteggiamenti e pertanto da tutelare, anche dal punto di vista dell’immagine".

"Avr sta lavorando per il Comune di Pisa, sia nella manutenzione strade, sia nell’igiene urbana, ma Avr deve essere allontanata immediatamente da Pisa, con una chiara presa di distanza da un’azienda che si porta dietro simili accuse infamanti - prosegue Teotino - per questo chiediamo immediatamente che venga tolta ad Avr la parte del servizio di igiene urbana precedentemente affidatole, e che lo stesso sia dato a Geofor, azienda di proprietà pubblica al 100% in modo tale da tutelare i lavoratori che in essa lavorano con impegno, dedizione e decoro del territorio pisano".

Sulla stessa linea anche i Cobas Pisa. "La vicenda Avr ha fatto scoppiare una situazione già fortemente compromessa: l’azienda da mesi ha mostrato gravi problemi finanziari che ha scaricato a più riprese sui lavoratori, evidenziando una fragilità industriale e mostrando incapacità di gestione che ci hanno fatto meravigliare a più riprese - afferma Sandro Giacomelli - oggi, la scoperta delle infiltrazioni mafiose, da dimostrare, ma comunque inquietanti di per sé, scoperchia una gestione evidentemente priva di qualsiasi prospettiva e di un piano industriale degno di questo nome, manifestando invece quello che, insieme ai lavoratori, abbiamo ripetuto in questi mesi, cioè che il Comune avrebbe dovuto rescindere il contratto per palese incapacità a garantire il servizio e reinternalizzare i lavoratori in Geofor, con il contratto di settore appropriato".

"Ci è stato ripetuto dall'assessore Bedini che questo non era possibile, che non c’erano le condizioni, che si doveva attendere la fine naturale dell’appalto: ormai, con un’inchiesta di tale portata in corso, le condizioni sono cambiate completamente, e non è più possibile attendere oltre - prosegue Giacomelli dei Cobas - l’internalizzazione immediata dei lavoratori in Geofor è ormai indifferibile: la lezione che dobbiamo apprendere è che il sistema degli appalti, con cui si sono affidati i servizi pubblici ad aziende che perseguono il profitto, non solo non hanno garantito un risparmio dei costi, ma hanno creato problemi e discriminazioni tra lavoratori. Il passo inevitabile, in questa fase, è l'unificazione dei servizi e dei lavoratori sotto un'unica azienda, la Geofor, che dovrà garantire uguaglianza di trattamento, servizi efficaci e un piano industriale solido, per sottrarre finalmente all'Avr qualsiasi ulteriore possibilità di esporre lavoratori e cittadinanza a situazioni torbide, col pericolo di infiltrazioni criminali nella nostra città".

Rettifica Avr: nessun sequestro per l'azienda

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