Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Natale in zona rossa: Babbo Natale arriva su Whatsapp

Demis Ulivelli anche quest'anno porterà un sorriso ai più piccoli: il prossimo 24 dicembre si travestirà da Babbo Natale e saluterà i bambini attraverso la videochiamata su Whatsapp

Restrizioni, distanziamento sociale, zone rosse: il Natale 2020 sarà inedito anche per i più piccoli. I bambini dovranno rinunciare alle consuete visite ai villaggi di Babbo Natale e a tutti gli incontri con i coetanei nei quali, come per magia, tradizionalmente arriva il barbuto nonno vestito di rosso. Demis Ulivelli ogni anno si traveste da Babbo Natale per portare gioia e regali ai più piccoli e non ha voluto arrendersi alle limitazioni imposte dalla pandemia.

"Si tratta di un Natale straordinario e come tale deve essere vissuto anche dai bambini. Per questo motivo ho deciso di portare loro comunque un pizzico di serenità e gioia attraverso Whatsapp" spiega il dipendente della Misericordia di Pisa. Il 24 dicembre dalle ore 19.30, attraverso la videochiamata sul cellulare, Demis entrerà nelle case di tutte le famiglie che si sono iscritte alla lista delle visite virtuali e regalerà alcuni minuti di normalità e spensieratezza.
"La famiglia può inviarmi la lettera con i desideri dei bambini nella chat di Whatsapp - continua Demis - io la leggerò durante la videochiamata e spiegherò ai piccoli che passerò comunque a lasciare sotto l'albero i regali che hanno chiesto". Il numero al quale iscriversi per la videochiamata è 3403993084: "Le richieste sono più degli scorsi anni - sottolinea Demis - credo per un duplice motivo: il desiderio delle famiglie di regalarsi un piccolo momento di serenità e normalità e la facilità con cui si può realizzare la visita virtuale".

Tolti gli abiti da Babbo Natale, per Demis Ulivelli c'è la routine quotidiana rappresentata dal lavoro nella Misericordia. "La fatica fisica non la sentiamo più. Siamo purtroppo abituati a ritmi forsennati per rincorrere e arginare il virus. Nello scorso mese l'emergenza era altissima, arrivavano quasi esclusivamente chiamate per casi di positività o sospetti Covid. Da qualche settimana invece questo flusso sta scemando costantemente e siamo tornati a svolgere servizi di assistenza che rientrano nella 'normalità'. Ma la pressione psicologica resta altissima: il dispendio di energie nervose è l'aspetto più gravoso dell'emergenza".

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