Cisanello, 'ballo degli infermieri': "Un modo per sdrammatizzare, il momento è difficile ma ne usciremo"

Una delle protagoniste del video che in queste ore sta spopolando su Facebook spiega come è nata l'idea e qual è la situazione in ospedale: "Molte delle persone ricoverate sono anziane, noi siamo le uniche persone che possono vedere"

"Un modo per sdrammatizzare, fare gruppo e provare ad essere positivi. Il momento è difficile ma ne usciremo". A parlare è Chiara Maremmani, uno dei sanitari protagonisti del video girato all'interno del reparto di pneumologia dell'Ospedale di Cisanello. Un 'balletto', sulle note de 'Il ballo delle parti del corpo', che in queste ore ha spopolato su Facebook con numerosi like e visualizzazioni. "Il video - spiega Maremmani - è stato girato poco prima del turno di notte: ne avevamo visti di simili su internet, fatti da alcuni colleghi stranieri, e abbiamo deciso di farne uno anche noi. Ho letto anche alcuni commenti critici su Facebook ma per noi è un modo per cercare di essere positivi, fare gruppo e conoscerci meglio visto che sono appena arrivati nostri colleghi da altri reparti dell'ospedale".

Il filmato è stato quindi pubblicato su Facebook. "Lo ha pubblicato una nostra collega - spiega ancora l'infermiera. Per lei è stato anche un modo di mandare un messaggio di tranquillità alla famiglia, visto che per non rischiare in alcun modo di portare a casa il virus ha deciso di alloggiare nella foresteria che l'Aoup ha messo a disposizione dei sanitari". Un modo, insomma, anche per esorcizzare la paura "che - prosegue Maremmani - soprattutto all'inizio dell'emergenza è stata tanta, per noi stesse e per il timore di contagiare anche i nostri familiari".

Ma com'è la situazione in ospedale? "La situazione - spiega l'infermiera - sembra leggermente migliorata. Il numero di pazienti per il momento si è stabilizzato. Il lavoro è duro sia da un punto di vista fisico che emotivo. Molte delle persone ricoverate sono anziane e noi siamo le uniche persone che possono vedere. Ci chiedono di parlare con i familiari e ci chiedono informazioni sulle condizioni dei loro cari: hanno paura di avere attaccato il virus anche a loro e non si fidano delle loro rassicurazioni. Proviamo ad instaurare con loro un rapporto, anche se è tutto più difficile sia perchè siamo tutti 'bardati', e quindi quasi irriconoscibili, sia perchè quando entriamo in reparto possiamo starci per un tempo limitato. Ogni tanto riusciamo a far fare ai più anziani, che hanno meno dimestichezza, con le tecnologie, qualche videochiamata ai propri cari".

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