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Il Parlamento italiano (Foto d'archivio)

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Bambina morta a Calambrone: il caso arriva in Parlamento

Tre diverse interrogazioni sono state depositate giovedì: alla Camera, in Consiglio Regionale e in Consiglio Comunale. Petrucci (Nap): "Le autorità erano a conoscenza della situazione: che cosa hanno fatto?"

Il caso della piccola Samantha, la bambina di tre anni morta la scorsa settimana in una baracca lungo viale del Tirreno a Calambrone, arriva in Parlamento. Il caso è infatti oggetto di tre diverse interrogazioni, una delle quali depositata questa mattina, giovedì 5 maggio, alla Camera dei Deputati a firma di Walter Rizzetto (Fratelli D'Italia). Altre due interrogazioni sono inoltre state presentate al Consilgio Regionale (primo firmatario il consigliere di Fratelli D'Italia - An, Giovanni Donzelli) e al Consiglio Comunale di Pisa (firmatari Diego Petrucci e Maurizio Nerini, di Noi Adesso Pisa).

"Quello che emerge da questa tragedia - afferma il consigliere di Nap, Diego Petrucci - è un quadro in cui diverse istituzioni erano al corrente della vicenda, o almeno del contesto di degrado materiale e morale che vi era nel fabbricato di Calambrone: l'autorità giudiziaria, i carabinieri, la polizia municipale, la direzione scolastica di Pisa, il sistema sanitario regionale e i servizi sociali di Pisa e Livorno. Un dramma che tra l'altro si consumava da mesi all'interno di un immobile di proprietà pubblica. E' quindi evidente che qualcosa non ha funzionato. Il nostro obiettivo è fare luce sulla vicenda e accertare le responsabilità, capendo quali iniziative e quali attività preventive siano state messe in atto dalle autorità coinvolte, ognuna secondo le proprie competenze".

"Oltretutto - prosegue Petrucci - si tratta di violenze ripetute, portate avanti per mesi e mesi e non di un raptus improvviso: ecco perchè questa tragedia poteva forse essere evitata. Ad aggravare ancora di più il tutto è anche il fatto che tanti cittadini del litorale erano a conoscenza della situzione di degrado in cui viveva la famiglia. Volgiamo che casi del genere non si ripetano più, e soprattutto non possiamo più accettare che le istituzioni facciano finta di non vedere la realtà voltandosi dall'altra parte".

Secondo Noi Adesso Pisa sarebbero decine, in città e sul litorale, le famiglie che vivono in alloggi di fortuna. "Bisogna aprire gli occhi prima che sia troppo tardi - ha affermato Maurizio Nerini di Nap - e renderci conto che l'unica differenza tra certe situazioni e quelle delle favelas sudamericane è l'estensione del fenomeno, non certo le violenze che avvengono all'interno. Se vogliamo evitare che tragedie come questa possano accadere ancora è necessario sgomberare queste 'baraccopoli', che riteniamo vere e proprie sacche di illegalità".

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