Cascina, bambini esclusi dall'asilo: "Non siamo obbligati a garantire il servizio"

L'assessore alla Scuola del Comune risponde alla denuncia di alcune mamme: "La nostra è una programmazione triennale: difficile però prevedere da qui a tre anni quella che sarà la distribuzione delle domande"

Foto d'archivio

"La nostra è una programmazione triennale che punta sulla qualità del servizio e sulla continuità didattica. E' quindi difficile prevedere le nascite e la distribuzione delle domande nei vari asili cittadini da qui a tre anni. Le richieste di iscrizione vanno sì in base allo stradario, ma anche in base a tutta una serie di altri fattori. Molto conta ad esempio anche l'opinione dei genitori rispetto ai vari istituti: alla 'Giamburrasca' si sono concentrate molte domande anche perchè ha un'ottima reputazione e servizi molto buoni".

A parlare è l'assessore alla Scuola del Comune di Cascina, Leonardo Cosentini. Il riferimento è alla denuncia di alcune mamme del comune che avevano segnalato come diversi bambini, 25 in tutto, erano rimasti esclusi dalla scuola dell'infanzia comunale di Navacchio con le famiglie che sono così state costrette a rivolgersi ad istituti privati. "Un'altra problematica - continua l'assessore - è che un terzo delle famiglie che iscrivono il loro bimbo nei nostri asili presenta certificazioni di varia natura, principalmente per ragioni legate al disagio sociale. In questo modo hanno quindi la priorità".

Cosentini ricorda inoltre come il comune non sia obbligato a garantire il servizio. "Le linee guida della Regione - spiega l'assessore - dicono che i Comuni devono garantire il servizio solo nell'ultimo anno prima della scolarizzazione. Non si tratta quindi di scuola dell'obbligo. Noi abbiamo comunque fatto una scelta diversa garantendo l'accesso anche al primo e al secondo anno, puntando come detto su qualità del servizio e sulla continuità didattica, con costi importanti per il nostro Comune".

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La soluzione adottata dal Comune, spiega ancora l'assessore, "è quella di abbattere le liste di attesa attraverso convenzioni con istituti privati. Assumere nuove insegnanti in queste condizioni non è così semplice e non abbiamo dati storici certi che ci permettono di fare questo tipo di investimento. Una volta che un'insegnante viene assunta su un determinato istituto, mettiamo ad esempio alla 'Giamburrasca', non è infatti poi così scontato poterla spostare su un altro in caso di necessità, creando così un problema di sostenibilità dei costi per l'amministrazione comunale".

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