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Bancarelle del Duomo, un dramma: "50 posti di lavoro persi, nuova collocazione in fretta"

L'appello del presidente del Consorzio Pisa dei Miracoli Gianmarco Boni che sottolinea come la situazione dei commercianti sia difficile tra furti, Coronavirus e calo delle vendite

Cinquanta posti di lavoro persi fra dipendenti e collaboratori familiari, esercizi commerciali da 7 anni condotti in perdita, con la necessità di svolgere altri lavori precari per tirare avanti in attesa di una collocazione definitiva. E' il quadro dipinto da Gianmarco Boni, presidente del Consorzio Pisa dei Miracoli, sulla situazione delle bancarelle di piazza Duomo trasferite in piazza Manin e ormai da anni in attesa di una diversa collocazione che possa anche far riprendere le vendite. A rendere ancora più complicata la vita dei bancarellai i furti che si sono succeduti nel tempo e poi il 'colpo di grazia' dell'emergenza Coronavirus che ha ridotto la presenza di turisti e dunque di acquirenti di souvenir.

"Noi pensiamo che ogni riflessione sulla concreta collocazione delle nostre bancarelle sia ad oggi prematura, in quanto esse dovranno essere collocate necessariamente lungo l’asse commerciale che ad oggi non risulta definita poichè l’assessore Paolo Pesciatini si trova attualmente ad elaborare il piano del commercio. Tutto è sicuramente reso ancor più difficile in epoca di epidemia da Covid 19 - afferma Boni - il sindaco ha correttamente evidenziato che le nuove strutture del mercato storico sono state progettate in materiali ecocompatibili, alimentate da un pannello solare e collocate su ruote in maniera da renderle amovibili con un minimo sforzo".

"Siamo sempre stati favorevoli a tenere una qualità elevata della merce, ma oggi non possiamo garantire certi standard qualitativi a causa dei rischi di furto nelle strutture precarie ed ipotizzate come temporanee nella quali ci ha confinato il sindaco Filippeschi con una scelta scellerata che oggi inevitabilmente si trova a dovere risolvere la Giunta del sindaco Conti - prosegue Boni - prima della collocazione in piazza Manin noi vendevamo articoli d’artigianato, soprattutto toscano, ed eravamo famosi nel mondo proprio per la qualità della nostra merce, come Torri di Pisa scolpite a mano, pelletteria di pregio, ceramiche. La ricollocazione in strutture soddisfacenti nel proteggere il materiale dai furti avrà come conseguenza immediata quella di consentirci di tornare ad un’elevata qualità degli articoli posti in vendita così che possano essere concretamente rappresentativi del Made in Tuscany and Italy".

Il calo delle vendite nel tempo si è poi abbattuto come una mannaia sui posti di lavoro. Da qui l'appello affinchè si giunga presto ad una soluzione definitiva. "Soprattutto in questo periodo di emergenza Covid 19, bisognerebbe che la burocrazia facesse un passo indietro e che si arrivasse in tempi brevissimi alla definizione del ricollocamento in posti concretamente utili a vendere e a creare così un lavoro dignitoso che ci permetta di sostenere le famiglie di chi fa questo mestiere" conclude Gianmarco Boni.

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