Rientro delle bancarelle in piazza del Duomo: "Gli attuali vincoli lo impediscono"

Andrea Muzzi, soprintendente di Pisa e Livorno, chiude al ritorno delle attività all'ombra della Torre, anche temporaneamente

Gli attuali vincoli non permettono alle bancarelle di piazza Manin di rientrare in piazza dei Miracoli, neppure temporaneamente. E' quanto spiegato dal soprintendente di Pisa e Livorno Andrea Muzzi in un'intervista rilasciata questa mattina, sabato 27 ottobre, alla Nazione. Un intervento che sembra spegnere sul nascere le speranze degli operatori che tramite le associazioni di categoria, nel corso della prima seduta della I Commissione consiliare del comune di Pisa, che aveva all'ordine del giorno la questione 'bancarellai', avevano chiesto nuovamente a gran voce di tornare con i loro banchi all'ombra della Torre.

Bancarelle, due le ipotesi per il futuro: entrambe dentro il Santa Chiara

"Non solo il decreto Franceschini lo impedisce - ha spiegato Muzzi - ma anche le tutele paesaggistiche e architettoniche e non ultima la tutela legata al sito Unesco". Il soprintendente ha quindi ricordato le conclusioni a cui è giunto il Comitato per il decoro, comprendente Comune, Regione e Ministero. "Gli esiti della riflessione - ha proseguito - sono a disposizione di tutti e hanno riguardato anche la soluzione in via transitoria per le bancarelle. Il comitato ha individuato un’area esterna alle mura, tra largo Cocco Griffi e via Contessa Matilde per la quale è stata prevista anche una riqualificazione". 

Una battuta anche sul percorso avviato dalla I Commissione consiliare, che dovrebbe portare ad individuare una collocazione definitiva per le 44 attività. "E' politica - ha tagliato corto Muzzi - non voglio e non posso commentare".

Sulla vicenda nella giornata di ieri, venerdì 26 ottobre, prima quindi delle affermazioni del soprintendente, era intervenuto anche il presidente della I Commissione consiliare, Maurizio Nerini. "Le sentenze del Tar Toscana e poi del Consiglio di Stato sanciscono che l'allontamento degli operatori da via del Duomo era solo temporaneo, per il periodo necessario allo svolgimento dei lavori al Museo delle Sinopie. I lavori sono terminati e gli esercizi commerciali vogliono tornare nella loro sede originaria, dove erano secondo il Piano del commercio vigente".

"So pochissimo di giurisprudenza - prosegue Nerini - ma ci sono stati ben due gradi di giudizio e sono consapevole che tutti gli atti di parte successivi non possono andare contro e stravolgere un provvedimento giudiziario. Non si può violare un diritto soggettivo ed un interesse legittimo. Per essere più chiaro: a mio giudizio le decisioni assunte tra un tavolo di enti in convenzione, che comunque in ultima analisi dovrebbero sottostare al volere finale del Comune, non posso contare di più di quelle di TAR e Consiglio di Stato". Ecco, quindi, l’avvio dell’iter in I Commissione con le associazioni di categoria. "Si è aperto un dialogo - conclude Nerini - che fino ad oggi non si era voluto aprire".

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