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Bancarelle in Piazza Duomo: "Rientro irragionevole, liberare anche le altre vie"

Secondo 'Mai più bancarelle in Piazza dei Miracoli' l'unico posto per gli esercenti è il parcheggio di via Pietrasantina

Si riapre il dibattito sulle bancarelle in Piazza Duomo, con la rinnovata richiesta di rientro che sarà formulata dagli esercenti. A tornare ad affermare il loro no sono i promotori dell'appello 'Mai più bancarelle in Piazza dei Miracoli', Valeria Caldelli, Pierluigi D'Amico e Silvia Silvestri, che con la mobilitazione dei mesi scorsi (un anno ormai) hanno raccolto oltre 2700 adesioni alla petizione. 

In una nota viene esprimono "rincrescimento e incredulità di fronte al tentativo di sfruttare un evento drammatico per riproporre una questione ormai chiusa". "Tale soluzione - insistono - è impedita dalle leggi, dal buon senso, dalla volontà della città". Semmai "per ripartire con un nuovo slancio e una nuova immagine dell’offerta turistica, è oggi ancora più necessario al contrario liberare del tutto non solo Piazza Duomo, ma anche le zone limitrofe: da Piazza dell’Arcivescovado a via Cardinale Maffi, da Piazza Manin a Largo Cocco Griffi. Netta è la nostra opposizione a qualsiasi soluzione anche temporanea che fosse già stata scartata da Comitato Inter istituzionale per il Decoro (costituito da Ministero, Comune e Regione e che ha lavorato dal 2015 al 2018). In primis la soluzione che prevede lo spostamento delle sole bancarelle di Piazza Manin nell’area a verde dietro il muro che divide l’Ospedale Santa Chiara da Piazza Duomo con conseguente apertura di due aperture nel muro stesso. Sarebbe un nuovo affronto alla Piazza".

"La soluzione - si legge nella nota - per tutte le bancarelle c’è ed è il Parcheggio Scambiatore di via Pietrasantina, dove arrivano tutti i bus turistici. Nel 2017 vi sono arrivati 43272 bus, con un numero di turisti sicuramente superiore a due milioni. Oltre tutto il Comune ha già spero 200mila euro per attrezzare l’area allo scopo. Si abbandonino ipotesi irragionevoli e impraticabili, si smetta di voler subordinare a presunti interessi economici l’immenso patrimonio monumentale della nostra città".

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