Bancarelle: "Una moratoria di 5 anni per rientrare in Piazza dei Miracoli"

E' la richiesta che le 44 attività di Piazza Manin avanzeranno nei prossimi giorni all'Amministrazione Comunale. Boni (Consorzio dei Miracoli): "Situazione drammatica, come nel Secondo dopoguerra"

Foto d'archivio

"La situazione è drammatica, paragonabile al Secondo dopoguerra. Allora le attività furono collocate in Piazza del Duomo. Oggi la situazione è simile, per questo chiediamo di rientrare dove siamo sempre stati". E' quanto afferma Gianmarco Boni, presidente del Consorzio Pisa dei Miracoli. In questi giorni le 44 bancarelle di Piazza Manin si sono confrontate per decidere come ripartire dopo il lockdown. Le attività dovrebbero riaprire ai primi di giugno, anche se per il momento "regna ancora l'incertezza". 

"I monumenti di piazza del Duomo - spiega Boni - riapriranno solo a fine maggio e i confini regionali e nazionali riapriranno dal 3 giugno. Fino ad allora non ha senso ripartire. Le prospettive non sono comunque positive vista la probabile assenza di turisti, soprattutto stranieri. A questo si aggiungono le forti restrizioni che ci sono state imposte che prevedono percorsi obbligati e la possibilità di lavorare solo con la parte anteriore della bancarelle. Per questo diventa fondamentale riprendere il dialogo con il sindaco Michele Conti per una soluzione che ci liberi da Piazza Manin".

L'incontro con l'Amministrazione Comunale "è già stato chiesto - prosegue Boni - e si terrà probabilmente nei prossimi giorni. La richiesta che avanzeremo è quella di una moratoria di 5 anni che ci permetta di rientrare in Piazza dei Miracoli, con strutture riqualificate e rimovibili e puntando sui prodotti made in Italy e made in Tuscany. Speriamo che la Soprintendenza, che ci ha sempre negato questo permesso, capisca che stiamo vivendo un momento straordinario".

Com'è noto prima del Coronavirus il Comune aveva individuato come soluzione definitiva quella di collocare le 44 bancarelle all'interno della cosiddetta Umi-1, la sezione del Santa Chiara dove si trovava l'ex Pronto Soccorso.

(foto d'archivio)

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