Cronaca Centro Storico / Piazza del Duomo

Bancarelle al Duomo, sentenza della Corte Costituzionale: serve nuovo confronto

La Corte ha dichiarato illegittimo un articolo della legge Franceschini che riguardava la possibilità di revocare le concessioni di suolo pubblico in prossimità di beni culturali. Per Confesercenti e Confcommercio è un passo avanti per il ritorno in Piazza

Bancarelle di nuovo in Piazza dei Miracoli non appena finiti i restauti al Museo delle Sinopie, il prossimo 30 settembre. E' questo lo scenario che descrivono Confesercenti e Confcommercio dopo la sentenza 140/2015 del 9 luglio della Corte Costituzionale, la quale dichiara l'illegittimità del particolare articolo della legge Franceschini sul riesame delle concessioni di suolo pubblico nei siti culturali, nella parte in cui non prevede "l’intesa a garanzia della leale collaborazione fra Stato e Regioni".

LA SENTENZA. La Corte ha accolto i rilevamenti mossi dalla Regione Campania in un giudizio che va a colpire un nodo della questione. Al centro del contendere il rapporto di competenze su tutela dei beni culturali (riservata allo Stato) e la loro valorizzazione (demandata alle autonomie locali), più commercio e artigianato. La norma contestata infatti interessa tutte queste discipline, dove non è individuabile un "ambito materiale prevalente sugli altri" secondo la Corte, per cui è necessario che sia prevista la garanzia di un'intesa che rispetti il principio costituzionale della leale collaborazione fra Stato e Regioni. Tale aspetto non è stato ritenuto presente.

BANCARELLE IN PIAZZA. Da questa ricostruzione Confesercenti e Confcommercio deducono che la possibilità prevista dalla legge Franceschini di revocare eventualmente le licenze del suolo pubblico sia di competenza solo comunale, attraverso il proprio piano del commercio. Esso prevede il ritorno in Piazza, per cui la decisione della Corte sembrerebbe un passo ulteriorire in questa direzione. Resta da capire se sia presente un vuoto della normativa, che quindi sarebbe riempito dagli ordinari strumenti di programmazione, o siano comunque possibili misure di concerto fra Comune e sedi distaccate del Ministero. 

Quello che è certo è che torna d'attualità la questione con una nuova variabile, con le associazioni di categoria che tornato a chiedere una ripresa del confronto con Palazzo Gambacorti in vista della scadenza del 30 settembre.

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