Cronaca Centro Storico

Mattonaia, altro bando andato deserto: "Inascoltata la proposta di recupero delle associazioni"

Lunedì scadevano i termini per la vendita del complesso che si trova alle spalle di Borgo Stretto: nessuna offerta pervenuta. Il Municipio dei Beni Comuni: "Un percorso partecipativo per il recupero dell'intero immobile"

"Tutti i bandi sono andati deserti, dimostrando come sia impossibile ogni tentativo di 'svendita'. Chiediamo all'amministrazione di cambiare rotta e proponiamo un percorso partecipativo per il recupero dell'intero immobile insieme a residenti e associazioni". Il Municipio dei Beni Comuni rilancia la proposta di recupero della Mattonaia dopo il fallimento dell'ennesimo tentativo di vendita del complesso immobiliare: lunedì era infatti il termine ultimo per presentare le offerte di acquisto della struttura che si trova alle spalle di Borgo Stretto ma, ancora una volta, al Comune non è pervenuta nessuna offerta.

"La Mattonaia - spiega Fausto Pascali del Municipio dei Beni Comuni - rappresenta uno degli esempi più evidenti di cattiva amministrazione. In tutti questi anni il Comune ha tentato di vendere l'immobile diverse volte e ogni tentativo è andato a vuoto, con la conseguente perdita di valore dello stesso (la valutazione dell'immobile è scesa da 3,1 a 2,9 milioni di euro), ai danni della collettività: alloggi e fondi a destinazione commerciale lasciati all'abbandono e una piazza pubblica nel centro storico resa inaccessibile alla cittadinanza. Da anni, insieme alle associazioni, chiediamo che la struttura venga riqualificata e riutilizzata per quello per cui era stata pensata: l'edilizia popolare. Le nostre proposte sono però sempre rimaste inascoltate".

Nel 2013 lo stesso Municipio dei Beni Comuni occupò per alcune settimane la struttura, riaprendola alla cittadinanza. "In quell'occasione - prosegue Pascali - abbiamo dimostrato come con poco fosse possibile riappropriarci di quest'area anche attraverso l'autorecupero. Il Comune parlò della nostra azione come di un 'gesto ostile', che avrebbe impedito al bando di uscire bloccando l'iter legale per il recupero dell'immobile. A distanza di tre anni i fatti dimostrano che ogni tentativo di svendita è andato fallito. Forse è il momento che l'amministrazione torni sui suoi passi e cominci a pensare alla Mattonaia come a uno spazio da utilizzare per combattere la crisi e e l'emergenza abitativa sempre più diffusa in città".

Iniziata nel 1985 e mai completata, la Mattonaia è uno dei pezzi essenziali del patrimonio immobiliare che il Comune ha messo in vendita. Sulla vicenda pende un esposto alla Corte dei conti fatto da numerose associazioni nel 2014. Questa volta sembravano esserci le condizioni perchè si potesse fare avanti qualche acquirente, anche per il particolare bando elaborato da Palazzo Gambacorti. Un bando del valore complessivo di 5,2 milioni di euro che prevedeva, per l'azienda vincitrice, oltre all'acquisto della struttura  (11 appartamenti e 400 metri quadrati destinati a fondi commerciali) l’incarico di realizzare la fognatura nera a Tirrenia, il rifacimento di via Pietrasantina, la riqualificazione di lungarno Pacinotti e il completamento della piazza sul retro di San Michele in Borgo.

"Un'operazione di 'finanza creativa' su cui nutriamo diversi dubbi - afferma Ciccio Auletta, consigliere comunale di Ucic-Prc - e che, in cambio dell'alienazione di un immobile, chiede all'azienda di effetturare lavori pubblici. All'interno della Giunta - prosegue Auletta - regna inoltre il caos visto che la posizione dell'assessore Zambito è totalmente diversa da quella dell'assessore Serfogli rispetto all'utilizzo dei proventi derivanti dalla vendita della Mattonaia. La stessa Zambito, in Commissione Consiliare, ha infatti ribadito che, visto che questa struttura è stata realizzata per circa un terzo con fondi Erp, gli eventuali proventi derivanti dalla vendita dovranno essere investiti nell'edilizia popolare, pena l'inserimento del Comune in una black list della Regione. In altre parole l'Amministrazione rinnega se stessa e la sua politica. Per questo, con i consiglieri regionali di Si Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, abbiamo depositato un'interrogazione alla Giunta regionale per capire se la Regione intende intervenire presso il Comune di Pisa per chiarire come saranno utilizzate le risorse derivanti dalla permuta dell’immobile".

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