Fase 2, riaprono i bar: "Ma i clienti sono pochi"

La ripartenza per i bar pisani fa emergere diverse difficoltà. Ci sono anche alcune attività che hanno deciso di non riaprire

Alcuni hanno rialzato la saracinesca, sperando di tornare alla 'vita di prima'. Altri hanno invece deciso di rimandare l'apertura e aspettare tempi migliori. Qualcuno, infine, ha preso la decisione più drastica: la chiusura definitiva dell'attività. E' iniziata oggi, 18 maggio, la Fase 2 anche per i bar pisani. Una ripartenza che fa emergere però diverse difficoltà, "con pochi clienti e poca gente in giro" spiegano in coro alcune attività cittadine.

"Gli incassi - afferma Domenico Verrusio, dell'Ars Café & Bistrot in Corso Italia - stanno andando malissimo rispetto a quelli pre-lockdown. Se dovesse continuare così anche in futuro la situazione non sarebbe sostenibile. Abbiamo avuto alcuni clienti, molti altri ci hanno confessato di aver ancora paura ad entrare nei locali. Ci siamo organizzati seguendo tutte le disposizioni contenute nel decreto del governo: plexiglass alla cassa, distanziamento dei tavoli, mascherine e guanti per gli operatori, ai quali prima di entrare in servizio abbiamo anche misurato la febbre".

Sulla stessa linea Elisa Renda, della Caffetteria Elisir in zona Aeroporto. "Non c'è anima viva - spiega - in giro si vede pochissima gente, meno di quando abbiamo chiuso. Le poche persone che abbiamo avuto sono state tutte molto disciplinate. Per il momento abbiamo adottato le mascherine e distanziamento tra i tavoli. La situazione è complessa, speriamo che migliori gradualmente".

Più ottimista la titolare del bar pasticceria Solforetti, in zona Porta a Mare. "Come primo giorno - spiega Susanna Solforetti - non è andata male. Abbiamo ritrovato alcuni nostri clienti storici e ci ha fatto molto piacere rivederli. Tutto si è svolto in maniera abbastanza ordinata: i clienti hanno indossato la mascherina. Solo uno è entrato senza, per fortuna ne abbiamo alcune di riserva e quindi gliela abbiamo data. In generale, ho visto alcune persone che non sapevano come comportarsi. C’è ancora un po’ di confusione su quelli che sono i comportamenti da adottare".
"Non abbiamo avuto tantissimi cienti - afferma Jacopo Buonomo del Caffè Il Corso, in Corso Italia - però sinceramente me ne sarei aspettati ancora meno. Un po' di movimento c'è stato".

A decidere di non riaprire, per il momento, è invece il Galileo Art Cafè, in Corso Italia. "Per ora abbiamo deciso di aspettare - afferma uno dei titolari Francesco De Giorgio - vedremo eventualmente se riaprire a giugno, a seconda di come si evolverà la situazione". A rimanere chiuso anche il Bazeel Music Pub, in piazza Garibaldi. "Non essendoci nè turisti nè studenti - spiega il titolare Dario De Nigris - abbiamo deciso di non riaprire. Covid permettendo riapriremo a settembre. Ne approfitteremo per fare alcuni lavori all'interno del locale".

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C'è infine chi ha optato per la soluzione più drastica. "Noi non riapriremo proprio - spiega Domenico Pampana titolare del bar 'BorgoStretto 43' - e per questo, dopo 15 anni, abbiamo messo in vendita l'attività. Credo che i veri problemi per molti commercianti inizieranno da ora in avanti. Ci sono dei meccanismi che è difficile capire per un non addetto ai lavori, ma ripartire in queste condizioni è come riaccendere una Ferrari con il motore di una 500".

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