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Cronaca Cascina

Cascina: un immobile confiscato alla 'ndrangheta entra a far parte del patrimonio comunale

Si conclude così l'iter avviato nel 2015: dopo la riqualificazione, l'immobile sarà destinato all'emergenza abitativa o all'edilizia residenziale pubblica

Con una piccola cerimonia, davanti a una terza classe del liceo sportivo 'Pesenti' accompagnata dal professor Fernando Mellea, il Comune di Cascina è ufficialmente entrato in possesso di un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Al fianco del sindaco Michelangelo Betti erano schierate tutte le istituzioni e le forze dell’ordine che hanno partecipato al lungo iter che ha portato al sequestro e alla confisca del bene con decreto del 2015, emesso in seguito a una sentenza di condanna della Corte di Appello di Reggio Calabria nel 2013: il prefetto di Pisa, dottoressa Maria Luisa D’Alessandro; il questore di Pisa, dottor Gaetano Bonaccorso; il Comandante provinciale dei Carabinieri di Pisa, colonnello Mauro Izzo; il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Pisa, generale Massimo Benassi; il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Pisa, ingegner Nicola Ciannelli. Presente anche l’assessore regionale alle Politiche per la sicurezza e cultura della legalità Stefano Ciuoffo, oltre ai comandi delle stazioni dei Carabinieri di Cascina e Navacchio, Alessandro Salusti e Andrea Berci, e alla comandante della Polizia Municipale di Cascina, Simona Molesti.

L’immobile sequestrato, dopo un intervento di manutenzione straordinaria, sarà destinato all’emergenza abitativa o all’edilizia residenziale pubblica. "Presentiamo l’atto conclusivo di un iter importante per il nostro Comune e la nostra comunità - ha detto il sindaco Betti - con un immobile sequestrato alla criminalità organizzata e che entra a far parte del patrimonio del Comune. Grazie all’attività posta in essere dalla Prefettura di Pisa e dalle forze dell’ordine, siamo potuti arrivare a questo passaggio per noi importante: avremo uno spazio in più da destinare all’emergenza abitativa in un periodo storico molto difficile tra Covid, guerra, inflazione e caro bollette che ha portato a un aumento degli sfratti. Avere uno spazio in più da destinare a fini sociali ci aiuta a ridurre forme di disagio sociale".

"Apprezzo tantissimo il modo con cui il sindaco Betti si pone con le persone e i problemi, affrontare in maniera anche delicata i temi della sicurezza è sintomo di grande controllo e produce buoni frutti - ha aggiunto la dottoressa D’Alessandro - Le procedure sono state lunghe perché il nostro Stato tutela i diritti di tutti, anche di chi si deve difendere. Sono felicissima che siano state invitate le scuole a questo evento, perché è ai giovani che dobbiamo rivolgerci. E sono particolarmente orgogliosa delle istituzioni dello Stato, di come si muovono la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, il comando della Guardia di Finanza, quello dei Vigili del Fuoco: per essere forti e perseguire il bene pubblico, dobbiamo essere convinti che non siamo soli".

Tutto è partito da una richiesta della procura di Reggio Calabria alla Guardia di Finanza di Pisa per un controllo sullo stato patrimoniale di un soggetto, non corrispondente alla sua situazione economica. Da queste indagini sono emersi illeciti riconducibili alla criminalità organizzata. "Estendo il ringraziamento a prefetto, forze dell’ordine e amministrazione comunale anche ai ragazzi qui presenti che sono intervenuti per un confronto con le istituzioni - ha aggiunto l’assessore regionale Ciuoffo - In Toscana abbiamo un compito importante: restituire alle comunità ciò che la malavita organizzata le sottrae con mille percorsi".

"Un compito difficile per i modi in cui agiscono le mafie, che non usano più il linguaggio delle stragi ma si insinua e si interseca con il sistema economico. I risultati sono raggiungibili se la risposta dello Stato è complessiva grazie alla collaborazione delle istituzioni. Ringrazio il sindaco Betti e la sua giunta per il coraggio dimostrato nell’accollarsi questo bene, che spesso porta più problemi che benefici per un’amministrazione: valorizziamo questi immobili e facciamocene carico, non dobbiamo permettere che un bene sequestrato alla mafia venga abbandonato al degrado. Deve passare il messaggio della forza della legalità, come stiamo facendo con l’azienda agricola Suvignano".

"Stiamo ottenendo un successo nel percorso verso la legalità e il contrasto alla criminalità - ha sottolineato il questore Bonaccorso - sottraendo beni acquisiti in maniera illegale e restituendoli alla comunità. Verso queste nuove forme di contrasto alle mafie dobbiamo potenziare anche la comunicazione: la mafia per tanti anni è riuscita a sostenere la sua inesistenza, per questo dobbiamo sostenere e portare avanti i nuovi strumenti di contrasto alla criminalità". Per il colonnello Izzo "la sacralità di questa giornata si ha condividendo i risultati con i più giovani. La collaborazione tra tutte le istituzioni dà il senso della presenza forte dello Stato, che c’è sempre anche se in maniera silente: il bene del cittadino è il nostro bene ultimo".

Il generale Benassi ha posto l’accento sull’attività di contrasto alle mafie attraverso le "indagini economico-finanziarie che portiamo avanti, un modello che risulta sempre più vincente. Per i giovani qui presenti non sarà indifferente raggiungere le proprie aspettative lavorando onestamente o in maniera illegittima: in questo secondo caso non potrete mai essere soddisfatti totalmente e non riuscirete ad andare in giro a testa alta". A chiudere gli interventi il comandante Ciannelli: "Ringrazio il sindaco per averci concesso la possibilità di celebrare questa splendida giornata e la forza dello Stato, discreta ma determinata nell’affrontare le difficoltà in favore dei cittadini, soprattutto quelli di domani". L’ultimo ringraziamento è arrivato dal prefetto D’Alessandro, che ha elogiato "il comandante Salusti e la sua squadra per l’attività diretta sul campo".

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