Unione Valdera e biblioteche ancora chiuse: "Si riapra, a rischio il futuro dei lavoratori"

I lavoratori impiegati nell'appalto, insieme alla Filcams Cgil, chiedono risposte all'ente e si dichiarano "pronti a riprendere il servizio"

"Finiti gli ammortizzatori sociali rischiamo di perdere il lavoro. Servono risposte". E' la posizione dei lavorati impiegati nell'Ati che dal 2006 gestisce i servizi bibliotecari dell’Unione Valdera: circa una ventina di biblioteche e una decina di archivi sparsi nei diversi comuni che afferiscono all'ente o che hanno sottoscritto una convenzione con lo stesso. Un appello che i lavoratori rivolgono in particolare ai Comuni di Crespina Lorenzana, Terricciola, Casciana Terme-Lari, Chianni, Pontedera, Cascina, Vecchiano, Bientina e Ponsacco ai quali viene chiesto "di rispettare i contratti di appalto".

"Come tutti i lavoratori del settore culturale - spiegano i lavoratori in una nota congiunta con la Filcams-Cgil di Pisa - siamo stati tra i primi a doverci fermare per la pandemia del Covid 19, e tra gli ultimi a poter ripartire. E bastasse questo, potremmo anche accettare la situazione. Evidentemente però alcuni enti locali, che usufruiscono dei servizi bibliotecari e archivistici in appalto, ritengono che questi servizi debbano sottostare ad una quarantena lunghissima che viene arbitrariamente da loro stabilita, snobbando completamente l’ordinanza regionale per la riapertura delle biblioteche e degli archivi emanata il 22 maggio".

Gli operatori vogliono fare chiarezza sul perchè "non abbiamo potuto riprendere servizio. Nei giorni scorsi, attraverso i social network, alle richieste degli utenti sulle riaperture delle biblioteche molti enti hanno scaricato la responsabilità sulle nostre cooperative e sulla loro lentezza nell’adeguarsi alle misure di sicurezza, quando spetta invece agli enti stessi, secondo l'ordinanza regionale, includere il personale degli appalti 'nelle procedure inerenti le misure di tutela, integrando in modo specifico, se necessario, il Documento unico di valutazione di rischio'. Le nostre cooperative si sono dichiarate fin da subito disponibili a riprendere i servizi nella condizioni di sicurezza stabilite dalla legge per i lavoratori, spesso però trovando un vero e proprio muro da parte di moltissimi enti locali, compresa l’Unione Valdera, titolare dell’appalto, che non ha neppure risposto alle richieste di chiarimento da parte delle Cooperative, né alle richieste di confronto sulla ripartenza che sono state inoltrate dalla Filcams CGIL di Pisa".

Un atteggiamento che i lavoratori ritengono "inaccettabile; tanto più che gli ammortizzatori sociali stanno per terminare e il taglio di moltissime ore dell’appalto provocherà un serio problema occupazionale. Si stima una perdita attuale di circa il 70% della quota appalto, con una ripercussione ovvia sul fatturato delle cooperative, già pesantemente vessate dalla chiusura forzata di tutti gli appalti nei quali operano, trattandosi di aziende specializzate nella gestione dei servizi culturali (biblioteche, archivi, musei, didattica)". Una situazione che potrebbe ripercuotersi su 15ina di lavoratori impiegati nel servizio. "E’ per questo - proseguono - che scriviamo: per ottenere risposte che obbligatoriamente devono passare attraverso un dialogo fra Unione Valdera, Enti locali richiedenti servizi, aziende e operatori che rischiano il posto, una volta esauriti ammortizzatori e, in ultima istanza, ferie forzate".

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"La riapertura parziale di alcuni servizi - concludono - si è dimostrata assolutamente palliativa e non risolutiva di un serio problema che, con il trascorrere dei giorni, diverrà sempre più insormontabile, aggravato dal silenzio di chi, per molti anni, ci ha ringraziato per il lavoro svolto ma che nel momento più importante, ci volta le spalle".

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