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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Centro Storico

Biblioteca Sapienza al San Matteo: parlano i dipendenti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

A distanza di oltre quattro mesi dalla chiusura al pubblico della Biblioteca Universitaria di Pisa e del Palazzo della Sapienza, dove essa ha sede fin dal 1923, i lavoratori della Biblioteca hanno appreso la notizia che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha individuato in alcuni locali del Palazzo di S. Matteo (ex Dipartimento di Storia dell’Arte) la sede provvisoria della Biblioteca Universitaria. Sulla base di questa notizia i lavoratori della Biblioteca Universitaria di Pisa
ribadiscono queste loro richieste come irrinunciabili:

• Deve essere eseguita al più presto possibile la programmata perizia congiunta dei tecnici di Università e Ministero Beni e Attività Culturali, in modo che siano definite una volta per tutte le eventuali opere necessarie alla messa in sicurezza dell’edificio. Tali interventi andranno eseguiti tenendo conto dell’esigenza di non spostare i fondi librari o peggio ancora inscatolarli con gravi danni alla loro conservazione e spese per centinaia di migliaia di euro.

• Nella sede provvisoria, per poter riaprire i servizi al pubblico, devono essere possibili la consultazione e il prestito di tutto il nostro patrimonio librario, sia antico che moderno. Questo non sarebbe possibile se anche parte dei volumi fosse inscatolata.

• Deve essere riaffermato l’obiettivo, come espresso in parlamento dal Sottosegretario Cecchi nel giugno scorso, di restituire alla Biblioteca Universitaria di Pisa una volta ultimati i lavori di ristrutturazione, almeno gli stessi locali attualmente occupati.

I lavoratori, nel ricordare che la Biblioteca Universitaria ha svolto nei secoli la funzione essenziale e insostituibile di memoria dell’Università e della città, chiedono a tutte le autorità coinvolte, alle forze politiche e sindacali, agli studiosi, agli studenti e a tutti i cittadini che il suo patrimonio rimanga indivisibile e nella sua interezza fruibile nell’Unica Biblioteca Statale e Pubblica della città.


I lavoratori della Biblioteca Universitaria di Pisa

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