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Immagine di archivio

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Bici elettrica o motorino? Cittadino multato e 'salvato' dal Giudice

Un cittadino pisano è stato multato per migliaia di euro, sanzioni poi eliminate dal Giudice di Pace. Confconsumatori Pisa invita a fare attenzione

Circola con la sua bici elettrica ed al controllo viene riempito di multe, perché in realtà per la normativa era un motorino. Ma il Giudice di Pace annulla le sanzioni. E' il caso che porta all'attenzione pubblica Confconsumatori Pisa, per mettere in guardia gli utenti sugli acquisti consapevoli.

Vittima dell'episodio è stato un cittadino pisano, racconta l'associazione. "Gli agenti della Polizia Municipale - racconta - gli hanno comminato ben cinque sanzioni, sequestrandogli il mezzo. In particolare, gli agenti hanno accertato la mancata copertura assicurativa e la mancanza della patente di guida, del certificato di circolazione e immatricolazione, della targa e del casco, procedendo con il fermo e il sequestro. In pratica hanno considerato che la bicicletta elettrica, appena comprata, fosse paragonabile a un vero e proprio ciclomotore. Il cittadino ha provato senza risultato a spiegare agli agenti di averla acquistata in un negozio in città, con tanto di fattura che riportava la dizione 'velocipede elettrico a pedalata assistita 25 km/h (conforme art. 50 C.d.S.)'.
Il cittadino ha presentato un ricorso al Prefetto, che però ha confermato le sanzioni, stabilendo una multa di oltre 2.700 euro".

Il cittadino si è così rivolto alla giustizia ed il Giudice di Pace gli ha dato ragione, ma non sul mezzo: "Il Giudice di pace - dice Confconsumatori - ha annullato tutte le sanzioni, in quanto ha ritenuto che il ciclista 'non avesse colpe', in quanto in manifesta buona fede. I venditori, secondo il giudice, di fatto traggono in errore i clienti sulla conformità al Codice del mezzo modificato: ai compratori occorrerebbero cognizioni specialistiche per rendersi conto che la modifica pone il mezzo in una situazione di illegittimità, in quanto la targa di immatricolazione e il certificato di circolazione di un mezzo non dipendono dalla volontà del compratore ma da quella del venditore. Secondo il Giudice di pace, quel malcapitato cittadino aveva ritirato dal concessionario un velocipede modificato, cioè un mezzo che era al di fuori della legge rispetto alle normali bici elettriche a pedalata assistita. Per questo motivo il giudice ha dissequestrato il mezzo, restituendolo al cittadino, subordinando però la sua messa in circolazione alla ricostituzione della conformità al Codice della strada".

"Purtroppo la legislazione che disciplina questo nuovo tipo di mobilità - spiega l’avvocato Giovanni Longo dell'associazione di Pisa - è ancora troppo poco chiara e lacunosa. Prima di acquistare un nuovo mezzo occorre informarsi bene sulle caratteristiche tecniche del bene, evitando così successive e brutte sorprese". Per Confconsumatori il confine fra bici-elettriche e ciclomotori è molto labile: la normativa sulle bici elettriche stabilisce che, per essere considerati tali, i mezzi a due ruote devono rispettare i parametri indicati dalla direttiva 2002/24 CE. In tutti gli altri casi, le bici sono accomunate ai ciclomotori e devono essere considerati come tali, tanto dagli utilizzatori quanto dalle Forze dell’ordine. "Su molti siti internet, oltre che in alcuni negozi cittadini - prosegue l'avvocato Longo – si trovano tantissime e-bike belle e anche vantaggiose, ma spesso non possono circolare in Italia perché hanno più kw di potenza o perché hanno diverse modalità di movimento, oppure la pedalata assistita ma anche l’acceleratore sul manubrio".

Confconsumatori, tramite l’avvocato Longo, auspica "un intervento definitivo e risolutivo che ponga fine a questo stato di incertezza, relativo a un fenomeno in forte espansione, peraltro incoraggiato dallo stesso Stato. Al malcapitato consumatore cosa consigliare? Di tornare al negozio e farsi restituire il denaro pagato per un mezzo che evidentemente, allo stato, non può circolare in Italia".

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