Cronaca

Big Data, Pedreschi: "Uscire dal medioevo digitale per la democratizzazione dei dati informatici"

Durante il convegno 'So Big data' tenutosi al Cnr, il docente del dipartimento di Informatica Dino Pedreschi, ha annunciato che l'Università pisana parteciperà ai finanziamenti della Commissione europea Horizon 2020

Durante il convegno 'So Big data' tenutosi al Cnr, il docente del dipartimento di Informatica Dino Pedreschi, ha annunciato che l'Università pisana parteciperà ai finanziamenti della Commissione europea Horizon 2020 per un'infrastruttura di ricerca ed innovazione "che riunisca anche fisicamente la comunità toscana di studiosi dei big data aumentando i dottorati ed i post dottorati in data scientist". Al convegno erano presenti i principali protagonisti dello studio ed analisi dei dati scientifici del Cnr, dell'ateneo pisano, dell'Imt di Lucca e dell'Università di Firenze.

"C'è bisogno di sempre più giovani che si dedichino alla scienza del futuro - ha detto Fosca Giannotti dell'Istituto di Scienza e tecnologie dell'informazione del Cnr - che è proprio quella dell'analisi dei dati, giovani che abbaino una formazione multidisciplinare, scientifica ma anche che siano degli story teller, cioè che sappiano raccontare i cambiamenti delle società".

Al convegno è intervenuta anche la vice presidente della Regione Toscana, Stella Targetti: "Lo studio dei big data è un microscopio per guardare la società nel suo complesso ed è uno studio importante per gli amministratori territoriali per decifrare società ed aggregati sempre più complessi".

"Non si può parlare di smart cities senza pensare alla raccolta ed all'analisi della grandissima mole di dati digitali che i cittadini lasciano consapevolmente ed inconsapevolmente attraverso i loro pc o smart phone - ha detto Domenico Laforenza, presidente dell'area pisana del Cnr - ma è pur vero che in tutte queste raccolte ed analisi, si deve tener conto di un ombrello etico di salvaguardia della privacy dei singoli".

E proprio la privacy e la democratizzazione dei dati, è stata la chiave su cui la comunità di studiosi toscani ha basato il proprio "manifesto". "Già oggi, ci sono tutti gli strumenti tecnologici per analizzare i dati rispettando la privacy di tutti - ha spiegato Pedreschi - ma è pur vero che finora, la mole di dati raccolta nel mondo, è stato appannaggio di pochi 'latifondisti', grandi multinazionali che con il web fanno soldi, mentre è necessario superare questo medioevo digitale, e passare alla democratizzazione dei dati".
 

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