Cronaca La Cella / Via Giuseppe Saragat

Società della Salute, approvato il Bilancio 2016: aumenta la spesa per l'emergenza profughi

La maggior parte delle risorse viene destinata agli anziani, seguiti dai minori. Appello ai Comuni: "Non tagliate sul sociale, meno opere faraoniche e maggiori servizi alle persone". Disavanzo di 850mila euro

E' stato approvato lo scorso 23 dicembre il Bilancio di Previsione 2016 della Società della Salute della Zona Pisana, come previsto dal regolamento che prescrive l'approvazione entro il 31 dicembre, mentre Comuni e Regione, ossia i due principali finanziatori, possono andare oltre tale data. Se al Comune di Pisa il bilancio è in discussione il 30 dicembre, per gli altri Comuni compresi nella SdS (Calci, Cascina, Crespina-Lorenzana, Fauglia, Orciano Pisano, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano) si andrà così ad anno nuovo con la conseguenza che, sottolinea la presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi "il bilancio che abbiamo approvato molto probabilmente subirà qualche variazione alla luce del contenuto di quelli approvati nei diversi Comuni e in Regione". Da qui l'appello agli enti: "Se di spending review si deve parlare, chiediamo ai Comuni di non tagliare sul sociale, ma trovare le risorse in maniera diversa come ad esempio tramite il cosiddetto baratto amministrativo".

Entrando nei dettagli del Bilancio, notiamo che la quota più consistente delle risorse vanno agli anziani (41%) con otto milioni di euro, poi disabili (21%) con quattro milioni di euro, seguiti da minori (2,5 milioni di euro) e 1,5 milioni di euro ciascuno per i settori dell'immigrazione e della cosiddetta 'alta marginalità' ovvero persone senza dimora oppure che vivono in situazioni di estrema povertà. In tutto fanno circa 19,7 milioni di euro, un livello di spesa leggermente superiore rispetto ai 18,9 milioni del 2015. "Sono aumentate le voci relative al settore immigrazione (814mila euro in più) e al ricovero dei minori (466mila euro in più) - sottolinea il direttore della SdS Giuseppe Cecchi - conseguenza della presenza delle spese per gestire l'emergenza profughi, perchè se sono previsti i 35 euro provenienti dal Ministero, ci sono anche altre spese che non sono comprese". 

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Le risorse arrivano in maggior parte dai Comuni per la gestione dei servizi che hanno deciso di delegare alla Società della Salute. "Abbiamo ipotizzato che per il 2016 siano confermati gli stessi dell'anno precedente quando furono pari a 10,5 milioni" ipotizza Cecchi, anche se, a conti fatti le risorse in entrata sarebbero pari a 18,8 milioni di euro, dunque mancano all'appello circa 850mila euro. "Un disavanzo che contiamo di colmare con una maggior razionalizzazione ad esempio all'interno delle cooperative e poi sono disponibili risorse nella progettazione europea alle quali sarebbe profondamente colpevole non partecipare". E da qui l'invito ai Comuni di 'donare' risorse umane ai progetti. "L'idea sarebbe quella in questo momento di ridistribuzione del personale delle Province ai Comuni di dedicare magari un paio di persone alla Società della Salute da destinare a questi progetti" sottolinea la presidente Sandra Capuzzi, che lancia un messaggio chiaro: "Meno opere faraoniche, magari un architetto in meno nei Comuni, e qualcosa in più da destinare al sociale". Perchè in SdS non scapuzzi cecchi-2i vuole tagliare in toto tutte le risorse destinate ad esempio a progetti che non rientrano nei livelli essenziali, come possono essere centri aggregativi per anziani e minori. "Il valore di questi progetti sarebbe pari proprio a circa 850mila euro - sottolinea il direttore Cecchi - tagliarli vorrebbe dire praticamente coprire il disavanzo, ma anche impoverire il servizio e questo non è ciò che vogliamo. Si può sicuramente razionalizzare, ma non tagliare del tutto. Sarebbe sbagliato".

E sul futuro delle SdS c'è piena tranquillità. "Come Società della Salute della Zona Pisana siamo riusciti a vincere tanti progetti ed insieme alle altre due del territotorio pisano (Valdera e Alta Val di Cecina, ndr) abbiamo lavorato bene. Non credo che saremo accorpati. Se così però fosse cercheremo di capire se l'eventuale accorpamento porterà effetti positivi, in caso negativo porteremo avanti la nostra battaglia" spiega Capuzzi. C'è la convinzione che le SdS anche con la riforma della sanità debbano restare. "Non è un caso che nei dati annuali pubblicati dal Mes della Scuola Superiore Sant'Anna le migliori performance delle Asl siano registrate nei territori dove è presente la Società della Salute" conclude il direttore Giuseppe Cecchi, spezzando una lancia a favore dell'ente che dirige.

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