Cronaca

Contrasto alla criminalità organizzata e lotta alla contraffazione: il 2020 della Guardia di Finanza

Il Comando provinciale delle Fiamme Gialle nello scorso anno ha smascherato un giro di mascherine contraffatte da oltre 300mila euro

Nella mattinata di mercoledì 23 giugno, in forma ristretta presso la sede del Comando Provinciale di Pisa, alla presenza del prefetto di Pisa, il dottor Giuseppe Castaldo, si sono tenute le celebrazioni per il 247° anniversariosono della fondazione della Guardia di Finanza. La cerimonia è stata preceduta dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento in memoria dei Finanzieri pisani caduti nell’adempimento del dovere. Nell'occasione i militari hanno anche stilato il bilancio complessivo delle operazioni svolte nel 2020 sul territorio provinciale.

Nel corso dell’anno il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pisa ha controllato 3.260 soggetti e 7.563 esercizi commerciali al fine di assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia ed eseguito 594 interventi ispettivi e 315 indagini per contrastare le infiltrazioni della criminalità economica e organizzata nel tessuto economico e sociale: un impegno 'a tutto campo' a tutela di famiglie e imprese in difficoltà e a sostegno delle prospettive di rilancio e di sviluppo del Paese.

Contrasto alla criminalità organizzata

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, l’impegno profuso nel 2020 si è concretizzato nel sequestro di beni per un valore di circa 5 milioni di euro a seguito di 6 interventi in materia di riciclaggio e auto-riciclaggio. 8 sono le persone denunciate, di cui 6 destinatarie di provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dalla competente Autorità Giudiziaria. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno a 22 milioni di euro.

Nel contrasto alla criminalità economico - finanziaria, si rammenta l’operazione antiusura che ha portato all’arresto in flagranza di reato di un pregiudicato residente a Lorenzana, il quale prestava denaro applicando interessi fino al 65% annuo. Nell’ambito della normativa antimafia, ammonta a oltre 1 milione di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti alla competente Autorità Giudiziaria per il sequestro. Sono stati eseguiti, poi, 142 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, con riferimento alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

L’attività a tutela del mercato dei beni e dei servizi è finalizzata a contrastare la contraffazione di marchi registrati, l’usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, le false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti e le violazioni alla normativa sul diritto d’autore. In tali ambiti, i Reparti operativi hanno effettuato 26 interventi e dato esecuzione a 7 deleghe dell’Autorità Giudiziaria, sottoponendo a sequestro circa 50.000 prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri nonché ingenti quantitativi di prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere. Sono stati denunciati alle competenti Autorità Giudiziarie 40 soggetti. Sono stati 5 i siti internet oscurati o sequestrati perché utilizzati per commercializzare on line merce contraffatta.

L’emergenza sanitaria connessa al Covid-19 ha visto la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine. In tale contesto, sono state sottoposte a sequestro oltre 335mila mascherine e dispositivi di protezione individuale e 149 litri di igienizzanti, posti in commercio come disinfettanti.

Lotta all'evasione ed elusione fiscale

Interventi mirati e selettivi, fondati sull’incrocio delle banche dati fiscali e di polizia, sul controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria, nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale: è questa, in sintesi, la strategia adottata dal Corpo dall’inizio della pandemia per arginare i più gravi e diffusi fenomeni di illegalità tributaria e tutelare l’economia legale dall’illecita concorrenza dei frodatori del fisco e dei grandi evasori.

Complessivamente, sono state eseguite 44 indagini di polizia giudiziaria per frode fiscale, al termine delle quali sono state avanzate all’Autorità Giudiziaria proposte di sequestro per reati in materia di imposte dirette e IVA, per oltre 48 milioni di euro. Merita di essere segnalata l’operazione 'Petroloro' che, con la collaborazione del locale Ufficio delle Dogane, ha sgominato un’associazione a delinquere dedita al traffico di prodotti energetici per autotrazione, immessi sul mercato in evasione di accisa, all’autoriciclaggio dei relativi proventi illeciti, alla contraffazione di pubblici sigilli e alla falsità in atti pubblici. All’esito delle indagini, la locale Autorità Giudiziaria ha disposto l’esecuzione di 20 misure cautelari personali oltre il sequestro preventivo di 3 società, 20 conti correnti, 103 tra auto, rimorchi, cisterne adibite al trasporto di carburanti, autovetture e motoveicoli, per un valore complessivo di circa 14 milioni di euro.

La successiva attività ispettiva nei confronti di un deposito commerciale di prodotti energetici - nel corso della quale sono stati rinvenuti 239 documenti di accompagnamento semplificati (DAS) falsi mediante i quali sono stati introdotti nell’impianto 10.339.720 litri di prodotto petrolifero sottratto all’accertamento e al pagamento delle imposte relative - ha consentito di far emergere un’evasione di accisa per circa 6,5 milioni di euro. Le analisi qualitative eseguite, hanno certificato che si trattava di una miscela costituita da vari tagli di idrocarburi fiscalmente classificabili come olio lubrificante. Il prodotto veniva commercializzato in diverse regioni d’Italia attraverso varie società 'cartiere' e trasportato a destinazione da autisti compiacenti, consentendo la vendita a prezzi più bassi con conseguente distorsione del mercato e concorrenza sleale.

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