Ikea, bloccati camion in ingresso e in uscita: "Esempio di sfruttamento intensivo dei lavoratori"

Per tre ore, dall'alba di giovedì, una ottantina di lavoratori, precari, Cobas, realtà sociali e collettivi di Pisa, Lucca e Massa e studenti hanno promosso il blocco delle merci dal magazzino dello store dei Navicelli, una nuova protesta contro il colosso del mobile

E' iniziata con il blocco dei camion per impedire l'ingresso e l'uscita delle merci al magazzino di Ikea la giornata di sciopero sociale promossa oggi nella città della Torre. Tra le 5 e le 8 di mattina, in concomitanza dello sciopero nazionale della logistica promosso da SI Cobas, ADL, e Cobas Lavoro Privato, oltre 80 tra lavoratori, precari, Cobas, realtà sociali e collettivi di Pisa, Lucca e Massa e studenti hanno promosso l'agitazione nei pressi del punto vendita pisano del colosso svedese dell'arredamento.

"Non è la prima volta che sono organizzate iniziative davanti ad Ikea, ormai simbolo di un modello di precariato e di sfruttamento intensivo di una forza lavoro costantemente ricattabile e ricattata - affermano i Cobas - lo sciopero della logistica vuole raggiungere obiettivi importanti quali reali garanzie occupazionali nei cambi di appalto, il pagamento della malattia e dell'infortunio al 100%, eliminazione dei bassi livelli, retribuzione del lavoro notturno maggiorato del 25% sino all'applicazione di tutti gli ammortizzatori sociali nella logistica. Lo sciopero della logistica, a Pisa, è stata anche occasione per contestare l'operato dell'amministrazione comunale e del sindaco Filippeschi che a tempo di record hanno garantito l'apertura dello store presso Navicelli, senza ottenere in cambio un solo posto di lavoro stabile e duraturo". 

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I promotori della manifestazione hanno chiesto un incontro ad Ikea di Pisa per richiedere il reintegro dei lavoratori interinali della Logistica il cui contratto non è stato rinnovato dal 1 ottobre, garanzie per il personale alle dipendenze di cooperative per il quale i manifestanti chiedono l'applicazione del CCNL della logistica e il rispetto delle normative di sicurezza nei luoghi di lavoro. "Durante il presidio - sottolineano ancora i Cobas - abbiamo riscontrato constatato come i lavoratori delle cooperative alle dipendenze di Ikea siano costretti a movimentazioni manuali di carichi assai pericolosi, tali da pregiudicare la salute degli addetti".

"Da 25 anni Ikea Italia racconta ai suoi dipendenti e ai clienti una menzogna spacciata per filosofia aziendale: attenzione per le risorse umane, scrupoloso senso di responsabilità, spazio al 'pensiero differente', collaborazione tra coworkers a tutti i livelli dell’organizzazione - aggiungono le varie sigle sociali, come il Municipio dei Beni Comuni, unite nella protesta - la verità è che il marchio Ikea possiede dei valori in linea con gli stessi mobili che vende: superfici impiallacciate fuori e truciolato dentro. Ricordiamo come nel punto vendita di Pisa, Ikea si avvale di una platea di centinaia di contratti a tempo determinato di sei mesi, ovvero quasi tutti i dipendenti, mentre soltanto i quadri intermedi e managers possono vantare le sicurezze di un contratto a tempo indeterminato. La precarietà come norma, come filosofia d’impresa. Lo “spazio al cambiamento” che Ikea usa come slogan sarà la stessa parola d’ordine che ci vedrà uniti nella contestazione di questo modello d’impresa e nella richiesta di reintegro immediato di tutti i lavoratori assunti con contratto 'interinale'".

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