Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Ponte a Egola, scoperto laboratorio del falso: c'erano macchine da cucire, fibbie e pelle

La Polizia ha fatto irruzione in un appartamento dove era stato allestito un vero e proprio laboratorio per la produzione di borse contraffatte di marca Louis Vuitton. La merce era di ottima qualità e poteva facilmente ingannare

Parte della merce sequestrata dalla Polizia

Avevano creato un vero e proprio laboratorio di 'taglia e cuci' clandestino in un'abitazione di Ponte a Egola nel Comune di San Miniato. C'erano diverse postazioni di lavoro munite di macchine da cucire professionali per pelle, una punzonatrice, una macchina per colorare le borse, rotoloni di pelle griffati Louis Vuitton da cui produrre migliaia di prodotti, migliaia di accessori marchiati  Louis Vuitton (fibbie, ganci, bretelline), oltre a quasi 800 borse, sempre della nota marca di moda, già pronte per essere vendute.

L’operazione di polizia giudiziaria è scattata a seguito del controllo, da parte della Polizia di Sanremo, di un cittadino cinese, sorpreso nella notte mentre consegnava a un pregiudicato senegalese nel centro storico della città ligure ben 600 borse contraffatte del noto marchio Louis Vuitton, destinate ai venditori ambulanti delle spiagge della riviera e della vicina Costa Azzurra, e di un pregiudicato lucchese che lo accompagnava.

Da ulteriori accertamenti si è scoperto che il materiale contraffatto proveniva appunto da Ponte a Egola, dove è stata effettuata un’irruzione nella casa adibita a fabbrica illegale di prodotti contraffatti, vera e propria centrale di produzione e smistamento di merci false in Toscana e nell’Italia Settentrionale. All'interno dell'abitazione, tra l'altro in pessime condizioni igieniche, oltre alle attrezzature e alle merci pronte per essere vendute, è stato trovato un cittadino straniero che è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Pisa per i reati di ricettazione, detenzione e commercio di prodotti con marchi e sigilli contraffatti e contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di prodotti industriali. Invece il cittadino cinese che trasportava il materiale e quello senegalese, individuato come grossista, che nei mesi precedenti era stato sorpreso dagli agenti della Polizia sanremese in un deposito con oltre 5000 pezzi contraffatti, sono stati arrestati per gli stessi reati. Il pregiudicato lucchese è stato denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione.

Le borse contraffatte, sia per il materiale utilizzato che per le modalità di fabbricazione, erano di ottima qualità, così da poter essere facilmente scambiate per autentiche.

La casa aveva anche un sistema di videosorveglianza esterna attraverso il quale il gestore cinese si accorgeva dell’arrivo di eventuali persone facendo smettere la produzione per evitare che il rumore delle macchine cucitrici facesse nascere sospetti sul tipo di attività illegale.

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