Guardistallo, braccio amputato dopo scontro di gioco: 5 medici a processo

La vicenda risale all'ottobre 2006: il giovane Daniel Priami, oggi 23enne, si procurò la frattura del braccio destro durante una partita di calcio. Ne scaturì un'infezione che rese necessaria l'amputazione dell'arto

In cinque sono finiti a processo per l'amputazione di un braccio ad un giovane portiere livornese Daniel Priami, oggi 23enne, che il 28 ottobre 2006 sul campo di Guardistallo, durante una partita tra la sua squadra, gli juniores nazionali del Cecina, e la Fortis Juventus, si provocò la frattura del braccio destro in seguito ad uno scontro di gioco con un avversario. Il ragazzo, allora diciottenne, venne ricoverato prima all'ospedale di Cecina, e poi a quello di Livorno, dove alcuni giorni dopo i medici decisero l'amputazione dell'arto in seguito ad una grave infezione.

Il dibattimento con i cinque medici a processo si è aperto oggi a Livorno dopo la citazione diretta a giudizio disposta dal pm Luca Masini. I medici devono rispondere di lesioni colpose: all'epoca dei fatti 4 di loro lavoravano all'ospedale di Livorno e una al pronto soccorso di Cecina. Due dei medici imputati hanno chiesto il giudizio abbreviato, mentre per gli altri tre si procederà con il rito ordinario. Il giudice Marina Cirese ha aggiornato l'udienza a primavera e intanto ha accolto le parti civili: lo stesso Priami e i suoi genitori.

La vicenda giudiziaria legata alla storia del giovane va avanti da tempo. Il pm che si occupò di una prima inchiesta aveva chiesto l'archiviazione (le perizie escludevano un nesso tra l'operato dei medici e l'infezione che portò all'amputazione). Ma l'avvocato del ragazzo, Massimo Tuticci, presentò opposizione, a marzo il gip accolse la richiesta disponendo nuove indagini, infine in estate il pm decise per la citazione diretta a giudizio. (fonte Ansa)

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