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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Cascina

Cascina, consigliera comunale con il Burqa in sala consiliare: "Come può essere definita 'cultura'?"

La capogruppo della Lega Nord Susanna Ceccardi ha indossato il Burqa "per vestire i panni di milioni di donne oppresse ogni giorno nel mondo". La consigliera ha poi rifiutato di sottoscrivere l'ordine del giorno "inutile" contro la violenza sulle donne

"I gruppi consiliari hanno deciso di presentare un ordine del giorno contro la violenza alle donne. Io, capogruppo della Lega Nord in Consiglio Comunale a Cascina, ho deciso di non sottoscrivere l'ordine del giorno perché, in quanto donna, credo che la retorica veterofemminista sulle donne discriminate e svantaggiate sia inutile e funzionale soltanto a riempire la bocca di belle parole a politici che non hanno contenuti, come la presidente della Camera Laura Boldrini. A mio avviso la violenza si combatte con la certezza della pena. È inutile introdurre il femminicidio o il maschicidio se poi si depenalizzano tantissimi reati , si votano ogni anno gli svuotacarceri, i processi durano più che nel resto d'Europa. Le parlamentari soprattutto pd che si battono contro la violenza alle donne allora dovrebbero essere contrarie alla costruzione di nuove moschee, che diffondono una religione ostile all' emancipazione femminile, dovrebbero essere contrarie agli svuotacarceri e alle depenalizzazioni dei reati come lo stalking. Inutile presentare ordini del giorno per ripulirsi la coscienza e non fare niente in concreto per difendere i cittadini, uomini o donne che siano". Sono le parole di Susanna Ceccardi che ha indossato nella sala consiliare cascinese il Burqa "per vestire i panni di milioni di donne oppresse ogni giorno nel mondo e non riesco ancora a capire come questa possa essere definita una 'cultura'. Di sicuro non è civiltà". 

"Noi tutti dobbiamo batterci strenuamente per difendere la nostra tradizione democratica che tratta parimenti gli uomini e le donne, che difende la libertà dell'individuo e la possibilità di esprimersi liberamente - prosegue Ceccardi - vorrei che ogni terzomondista che liquida il Burqa o i maltrattamenti islamici come cultura differente da rispettare, indossasse il Burqa per un giorno, non potesse guidare l'auto o avere proprietà privata, non potesse andare in giro da solo, non potesse votare, non potesse parlare a persone di sesso diverso all'infuori del nucleo familiare. Solo per un giorno. Chissà che quel giorno non gli rivelasse quanto siamo stati fortunati a vincere in Europa le battaglie di Poiters, Lepanto e Vienna".

La consigliera leghista inoltre accusa la presidente del Consiglio di averla interrotta, con la scusa che era finito il tempo, ma "il timer proprio ieri non era acceso, e a mio avviso ho parlato molto meno dei 5 minuti consentiti. Dalla maggioranza hanno proseguito: 'Tanto sappiamo dove vuoi andare a parare'. Scrivono ipocriti ordini del giorno contro la violenza alle donne e poi usano violenza psicologica contro di me, che desidero soltanto esprimere la mia opinione fuori dal nenioso coro di voci ammaestrate" conclude Susanna Ceccardi.

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