Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Bus CCT in panne: la denuncia dei Cobas

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Da alcuni giorni stanno venendo al pettine le conseguenze delle decisioni che il gruppo dirigente della CTT, dai vertici più alti ai livelli intermedi, ha testardamente assunto e mantenuto nel corso del tempo, anche a costo di portare allo sfascio il trasporto pubblico locale.

Non è un mistero per nessuno che gli autobus sono fatiscenti di motore e di carrozzeria; che hanno qualche decennio di vita; che in genere sono stati e vengono acquistati già ampiamente usati; che girano per la città senza essere in condizioni di sicurezza; che spesso e volentieri vanno in avaria, senza che li si possa rimettere speditamente in circolazione per insufficienza dell'organico addetto alla manutenzione e, soprattutto, per mancanza dei pezzi di ricambio, che arrivano in officina con ritardi ingiustificabili e a prezzi salatissimi.
A finire di scassare gli autobus (e la colonna vertebrale degli autisti) ci pensa, poi, il pessimo stato delle strade pisane.
Così, in questi giorni succede sempre più di frequente di vedere autobus fermi sui lati delle strade; di dover fare attese, a causa di più corse soppresse consecutivamente, anche per una sessantina di minuti sotto il sole cocente dei lungarni e con temperature di 35 gradi e passa; di dovere andare a prendere i figli di ritorno dalla spiaggia con la propria auto a Marina e a Tirrenia la sera alle 21, perché sono saltate corse su corse del servizio pubblico.
Una decina di giorni fa è perfino successo, nella zona di piazza S. Antonio, che un autobus ha preso fuoco, pare per un corto circuito, fortunatamente senza più passeggeri a bordo e con l'autista che è stato bravissimo a scendere prima di esservi drammaticamente coinvolto.
E pensare che questa dirigenza ha avuto il coraggio di denunciare alla Commissione di garanzia degli scioperi i sindacati, quasi fossero dei criminali, per le due giornate di sciopero del 5 e 6 dicembre dell'anno scorso!

Due giornate, certo, di mancanza del servizio, ma a cui gli autisti erano stati costretti a ricorrere per contrastare le decisioni della CTT di ridurre il salario di ben 300 euro al mese, di aggravare le condizioni di lavoro e l'organizzazione dei turni, di fare andare in malora un bene di grande significato civile, come il trasporto pubblico.
Due giornate, la cui importanza fu colta dalla cittadinanza, che si espresse con comprensione e solidarietà verso gli scioperanti.
Due giornate che, purtroppo, non sono servite a riportare la CTT sulla retta via!
E pensare che tutto questo danno verso i lavoratori e verso i cittadini, la CTT incredibilmente lo giustifica con la necessità di ridurre i costi di esercizio, per vincere la gara con cui la Regione Toscana assegnerà in appalto il trasporto pubblico locale per i prossimi 9 anni!
Peccato che i costi, che deve sostenere per gli stipendi da nababbi dei propri dirigenti, la CTT non ci pensi nemmeno lontanamente a ridurli! Anzi.
Ma cosa aspettano gli azionisti della CTT (tra i quali il Comune di Pisa) a mandare a casa tutti questi ineffabili signori?

 

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