Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Buscemi: "Domenico Vernagalli modello per la Società della Salute"

in vista delle celebrazioni per l'800° anniversario della morte del Beato pisano, il consigliere comunale lo propone come patrono dell'istituzione a cui aderiscono i comuni pisani.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

In questo anno 2018 ricorre l’VIII centenario della morte del Beato Domenico Vernagalli. Per presentare questo illustre personaggio pisano, mi avvalgo delle parole di Don Franco Baggiani, per molti anni parroco della chiesa di San Michele in Borgo, all’interno della quale riposa il Suo corpo. “Oggi la ricorrenza non dovrebbe passare sotto silenzio giacché in ogni secolo non è mai mancata la sua commemorazione. Il merito del personaggio è legato soprattutto alla sua opera benefattrice nei confronti delle famiglie pisane fino dai primi anni del 1200. Infatti Egli, monaco del monastero camaldolese di san Michele in Borgo, aveva incarichi di parroco attraverso il quale ogni sera faceva il giro delle strade della città a raccogliere i neonati abbandonati dalle loro mamme sui marciapiedi o sui sagrati delle chiese. Le prime cure agli infanti raccolti le offriva nella sua abitazione vicino al monastero dove anche oggi si erge la millenaria Torre dei Vernagalli, famiglia nobile che aveva dato diversi Consoli alla città. Le operazioni di soccorso verso i fanciulli ovviamente richiedevano pulizia, allattamento, vestiario e tutto ciò che era necessario alla loro crescita dignitosa, per cui si era creata una pur piccola organizzazione di persone volontarie che prese il nome di “Ospizio dei Trovatelli” dipendente dal Monastero. Il Vernagalli fu il primo fondatore di tale iniziativa almeno in terra Toscana. Dopo la sua morte (20 aprile 1218), il suo corpo non fu inumato come per gli altri monaci, ma collocato in un sarcofago sopra il pavimento e lì è rimasto per tanti secoli ad accogliere la venerazione e la riconoscenza dei beneficati. L’opera iniziata dal Vernagalli continuò ancora fino a confluire nel XVI secolo in quell’edificio di via Santa Maria che anche oggi, sia pur fatiscente, porta il nome di “Ospedale dei Trovatelli”. Pisa non può dimenticare un benefattore di grande portata benché siano trascorsi ottocento anni dalla morte.” Per ricordare questo VIII Centenario, nella chiesa di San Michele in Borgo domenica 22 aprile alle ore 18 si svolgerà una solenne Santa Messa alla quale parteciperanno l’Abate generale dei monaci camaldolesi (l’ordine religioso a cui apparteneva il Vernagalli) e il nostro Arcivescovo, ma nessuna iniziativa è stata promossa dalle istituzioni cittadine per questa ricorrenza. Sono pertanto a suggerire che, in ambito civile, in questo VIII Centenario possa essere lasciato un “segno”, non dico della devozione, circoscritta alla dimensione religiosa, ma semmai della gratitudine del territorio pisano verso l’opera di questo illustre cittadino. In tal senso ho scritto ai Rappresentanti dei Soci della Società della Salute proponendo loro di deliberare, in sede assembleare, di chiedere, pel tramite l’Arcivescovo di Pisa, alla Congregazione delle Cause dei Santi di proclamare il Beato Domenico Vernagalli Patrono della Società della Salute Pisana. Sarebbe un gesto con impatto neutro sul bilancio dell’Ente, ma di alto valore simbolico e che sicuramente concorrerebbe a dare risalto ad un personaggio che ha contribuito a costruire, seppure così lontano nel tempo, il sentimento di solidarietà e la coscienza sociale del popolo e delle istituzioni del nostro territorio, di cui oggi la Società della Salute è operativa espressione.

Con viva gratitudine

RICCARDO BUSCEMI - CONSIGLIERE COMUNALE DI PISA

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