Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Lari

Cadaveri carbonizzati a Capannoli: in tre biglietti il motivo del gesto

La donna non riusciva ad accettare la separazione dal compagno. I due avevano litigato qualche giorno fa, anche se poi la situazione era rientrata nella normalità. La vicina: "Sorrideva solo quando era con i suoi figli"

Tutta la verità in tre biglietti che sono stati ritrovati in casa della donna alle Quattro Strade, frazione del comune di Lari. Tre scritte in cui emerge tutta la disperazione di una donna in difficoltà a tirare avanti i figli da sola, senza il supporto del compagno, dal quale si stava separando.
"La vita deve essere vissuta a pieno" e "so che mi ami, ma la situazione non va" sono due delle frasi scritte da Simona Alessandroni nei biglietti ritrovati dai carabinieri nell'abitazione e sottoposti a sequestro. Si tratta di due carte, più una terza strappata, indirizzate all'ex compagno, Bruno Pucci, e ai genitori della donna ritrovata carbonizzata nell'auto insieme ai figli Lapo e Letizia di 3 e 11 anni a San Pietro Belvedere, nel comune di Capannoli. Le lettere riassumono il dolore e il rifiuto di accettare la divisione fra i due, ma dispongono anche la volontà di affidare i figli ai suoi genitori, qualora i bambini fossero sopravvissuti al rogo. Gli inquirenti hanno appurato che Simona Alessandroni è uscita dalla casa delle Quattro Strade insieme ai bambini che "camminavano con le loro gambe" - come spiegato dal pubblico ministero Antonio Giaconi che coordina le indagini - poco prima di raggiungere il luogo dove poi la donna è stata ritrovata carbonizzata insieme ai figli. "Se, quando e in che modo abbia sedato i bambini lo sapremo dopo l'autopsia", ha detto ancora il magistrato.

Il gesto di Simona Alessandroni ha sconvolto il paese in cui abitava. La donna è descritta come un tipo tranquillo anche se era evidente che covava dentro di sè qualcosa. "Era una mamma molto premurosa. Amava i suoi figli, era sempre attenta. Come può aver fatto una cosa del genere?". Giulia, 21 anni, vicina di casa di Simona, descrive la casalinga come una persona normale, ma triste e stanca della situazione. "Sorrideva solo se aveva Lapo in braccio o se era insieme a Letizia - dice la ragazza - spesso quando studiavo la vedevo con il piccolo che mi indicava e mi salutava dalla finestra. Usciva spesso con il bambino e con Letizia per andare a fare passeggiate nei giardini del quartiere".

Simona era alta oltre un metro e 70 centimetri, era molto semplice nel vestire e nel truccarsi, racconta chi la conosceva. Aveva i capelli castani chiari con riflessi biondi, ma era magra. I vicini dicono che negli ultimi tempi aveva perso ulteriore peso: "Apparentemente era tranquilla, ma si vedeva che provava un grande disagio". Il peso di una famiglia da mandare avanti, nonostante le assenze del compagno. I vicini dicono che l'uomo spesso dormiva fuori, anche se ultimamente Giulia ha visto la famiglia partire molte volte per andare a passare le domeniche in spiaggia. Nel giardino della casa a due piani, situata in una strada privata a fianco di via Rossini, dopo i sopralluoghi dei carabinieri, restano i segni di una normale famiglia con figli: due mountain bike per bambini, un hula hop colorato, due palloni, un dondolo e una casetta in legno. E poi, dietro alla porta a vetri del garage-ripostiglio, un pupazzo bianco e rosso con una scritta sulla pancia: 'Mio grande amore'.

Affranti e disperati i familiari della donna suicida. Il fratello ha deposto nel luogo dell'incendio tre rose rosse con un biglietto. "Sarete sempre tutti e tre nel mio cuore" è il messaggio lasciato prima di andarsene senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti, chiuso in un dolore difficile da descrivere. Stesso dolore che accomuna anche il padre dei due bimbi morti carbonizzati, Bruno Pucci, che non si dà pace dopo l'interrogatorio a cui è stato sottoposto la notte scorsa nella caserma dei carabinieri di Ponsacco. "Non è possibile, non è possibile". Queste le parole pronunciate dall'uomo, che si era incontrato con la donna ieri mattina per un colloquio normale, come raccontano i vicini di casa della donna, che però ricordano di aver sentito litigare i due qualche giorno fa in modo violento.


Intanto sulla vicenda emerge un altro particolare. Uno dei primi testimoni ad arrivare vicino all'auto in fiamme ieri pomeriggio ha notato un estintore da auto buttato lì vicino. La procura di Pisa ha confermato questo elemento, spiegando che molto probabilmente potrebbe essere stata la donna a gettarlo fuori dall'abitacolo per non avere la tentazione di usarlo.

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