La campagna contro l'aborto fa tappa a Pisa

La campagna è promossa da ProVita Onlus che, a livello locale, ha trovato l'appoggio delle associazioni 'Difendiamo i Nostri Figli' e 'Via, Verità e Vita'

Fa tappa anche a Pisa e nei centri più importanti della provincia in questa settimana, fino al 26 maggio, un camion vela contro l'aborto. L'iniziativa è promossa dalle associazioni locali 'Difendiamo i Nostri Figli' e 'Via, Verità e Vita' che hanno aderito alla campagna nazionale di ProVita Onlus.

"Da lunedì 21 maggio l’Italia sarà coperta da messaggi portati da camion vela che ricorderanno in 100 province una verità scomoda: con l’aborto muore sempre almeno un essere umano (il figlio non voluto di una mamma). La legalizzazione consente, tutela e moltiplica questa pratica, al 100% mortale - affermano da ProVita Onlus - per la ricorrenza dei 40 anni della legge sull’aborto, da settimane articoli, comunicati, appelli e lettere ai parlamentari sono infarciti di falsi dati, che dovrebbero tranquillizzare sulla riduzione del numero degli aborti in Italia. Purtroppo non è affatto vero: fu esagerato il numero degli aborti clandestini (dichiarato prima della legalizzazione nel 1978), e nella sbandierata diminuzione non si tiene conto del crollo della fertilità in Italia, così pure del forte utilizzo delle varie pillole abortive".

I camion vela e i manifesti di ProVita, dislocati in 100 province italiane, lanciano messaggi diversi. Da 'Non sono un fatto politico, non sono un’invenzione della Chiesa. Sono un bambino, guardami', a 'Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito', fino a quelli che indicano un'alternativa possibile all'aborto: 'Mamma, non ti pentirai di avermi avuto…E se proprio non puoi tenermi con te, dammi in adozione, fammi vivere!'.

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"Cartelloni con l’immagine di un bambino, non di un grumo di cellule - sottolineano ancora da ProVita - immagini forti, solo perché ritraggono la realtà, ignorata o falsificata: un essere umano è già formato a nemmeno tre mesi di vita. La più grande campagna pro life di ProVita vuole così essere in difesa dei bambini, che hanno il diritto di vivere. E in difesa delle donne, che per una scelta tragica, per quelle morti assurde, ingiuste, possono patire conseguenze fisiche e psichiche senza che la legge obblighi medici, consultori, ospedali a informarle adeguatamente".

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