Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Campagna vaccinale in Toscana, Giani: "Servirà la terza dose"

Sulle fasce d'età "focalizzeremo l'attenzione sul sensibilizzare i sessantenni e i settantenni"

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha parlato con i giornalisti andamento della campagna di vaccinazione contro il Covid. Ha sottolineato la propria soddisfazione per i dati di adesione, con il 76,4% degli interessati che ha avuto la prima dose. "Negli studi accreditati dalla fondazione Gimbe la Toscana - ha detto - è seconda per copertura di vaccinazione della prima dose, che è quella che conta: la prima dose fa avere il Green pass, fa compiere la rivoluzione nel proprio corpo sui livelli di immunizzazione. Per me è una grande soddisfazione". Al pari c'è ottimismo sulla distribuzione anagrafica dei vaccinati per quanto riguarda i giovani, fino ai 50enni: "La delusione arriva quando andiamo a vedere la copertura delle persone fra i 60 e i 69 anni, rispetto alle quali siamo terzultimi, mentre siamo a metà classifica, sostanzialmente poco meno della media nazionale, fra i 70-79 anni. Ritorniamo fra le prime regioni per gli over 80 vaccinati. A questo punto focalizzeremo l'attenzione sul sensibilizzare i sessantenni e i settantenni".

La vaccinazione è anche di prospettiva, dato che Giani conferma la necessità di una terza dose. "La Toscana è prontissima. Ne abbiamo parlato col ministro Speranza e siamo assolutamente d'accordo su quella che è stata una valutazione condivisa: sappiamo che il vaccino ha una capacità di immunizzazione che, soprattutto per le persone fragili, dai nove mesi di media si riduce anche a sei, sette mesi. Quindi è giusto che si proceda alla terza dose che riabilita una immunizzazione maggiore dopo molti mesi dalla seconda".

In particolare "dobbiamo prepararci per le Rsa - prosegue - la Toscana fu la prima regione ad arrivare ad immunizzare il 100% degli anziani che vivono nelle residenze, quindi dobbiamo essere anche fra i primi a somministrare la terza dose in modo che possano essere coperti". Del resto, ricorda, "è proprio di questi giorni la notizia di una Rsa che ha riscontrato una debole positività per una ventina di pazienti. Questo significa che ormai si sta arrivando a vedere calare il livello di immunizzazione per chi si è vaccinato sette, otto mesi fa". Si punta a migliorare l'organizzazione: "Abbiamo una molta maggiore gradualità davanti, non immaginiamoci le file agli hub". 

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