Campi estivi, gestori preoccupati: "Troppe regole, in molti pensano di non ripartire"

Alla data di apertura del 15 giugno potrebbero mancare molte strutture

Immagine di archivio

Regole che non possono permettere una ripartenza. E' la denuncia dei soggetti gestori di campi estivi e baby parking, in merito alle disposizioni della Regione Toscana per la 'fase 2' dell'emergenza Coronavirus.

La data di ripaertura del 15 giugno appare quindi come solo teorica. Afferma Alice Giuntoli, presidente dell'associazione Miciporti baby parking di Pisa, membro del gruppo Parco Giochi e Ludoteche Italia: "Siamo ancora in alto mare. Ci sono state proposte linee guida difficili da attuare con i bambini; sembra che chi le abbia scritte non abbia mai passato più di 5 minuti con 3 bambini contemporaneamente".

Fra gli esempi ci sono "distanziamento sociale di un metro (consigliato 1,80), piccoli gruppi, divieto di accesso alle aree di non appartenenza del gruppo... tutte regole, che trattandosi di bambini, rischiano di essere infrante facilmente, facendo ricadere le responsabilità giuridiche su gestori e operatori. Inoltre il protocollo da seguire in caso di febbre di un bambino, evento non occasionale ma quasi certo, ci penalizza ulteriormente. I bambini si ammalano in ogni stagione, Covid o non Covid. Che succederà quando un bambino tornerà a casa con la febbre? Quarantena per tutti e chiusura del centro estivo, mettendo in difficoltà genitori, che hanno già pagato, e noi".

Sono insomma "linee guide impossibili", con "tanta incertezza e zero tutele" secondo Alice. Condivide le stesse preoccupazioni Laura Mazzei, presidente dell'associazione culturale S.O.S Scuola di Pontedera, che aggiunge: "Vengono richieste altre misure cautelative che non si possono adattare al contesto dei centri estivi, come l’utilizzo preferibile della mascherina per i bimbi dai 6 agli 11 anni, anche durante attività di movimento per l'intera giornata. Trattandosi di bambini che non hanno la consapevolezza del pericolo può essere molto semplice che vengano infrante le troppe regole, causando un alto rischio per chi se ne assume la responsabilità".

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"Molti degli organizzatori e dei responsabili delle strutture - spiega Laura - stanno valutando l’ipotesi di non avviare i campi solari a queste condizioni, facendo piombare le famiglie nella stessa situazione di quando sono state improvvisamente chiuse le scuole e obbligando di nuovo i bambini a trascorrere un'estate in solitudine".

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