Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Marina di Pisa / Via Bigattiera Lato Mare

Campo rom della Bigattiera, le associazioni: "Sgombero imminente, serve una soluzione"

Africa Insieme e Progetto Rebeldìa accusano l'amministrazione comunale di non creare progetti di inclusione sociale per gli abitanti del campo e chiedono l'immediata convocazione di un tavolo di lavoro, che coinvolga le famiglie, gli insegnanti e le associazioni di volontariato

Una passata manifestazione degli abitanti del campo

"Famiglie che preparano pacchi e valigie in vista di un imminente sgombero, bambini che escono da scuola preoccupati di non trovare più le loro abitazioni, genitori che non sanno dove potranno dormire i propri figli nei prossimi giorni: è cominciato così l’anno scolastico per la comunità rom del campo della Bigattiera". A parlare sono le associazioni Africa Insieme e Progetto Rebeldìa, preoccupate per lo sgombero del campo annunciato dall'assessore Sandra Capuzzi.

"Siamo dunque alle solite: lo sgombero è l’unica soluzione che il Comune sa dare alla 'questione rom' - sottolineano le associazioni - e come spesso accade, tutto avviene in gran segreto: nessuna discussione pubblica sul futuro di tutte queste famiglie, nessun dibattito sul superamento dei campi o su possibili percorsi di inserimento abitativo. Le famiglie, quelle con regolare permesso di soggiorno, verranno alloggiate altrove: per tutte le altre, l’unica strada suggerita è quella di andarsene dalla città".

"Sarà bene allora ricordare che i rom della Bigattiera abitano a Pisa da più di vent’anni, e che gran parte dei loro figli sono nati, vissuti e cresciuti qui - aggiungono Rebeldìa e Africa Insieme - l’assenza di un permesso di soggiorno non dipende dalla volontà di essere 'clandestini' né dall’intenzione di violare la legge: al contrario, proprio le condizioni di emarginazione abitativa, e la mancanza di un lavoro regolare, hanno man mano sospinto queste famiglie nell’irregolarità amministrativa. Con un classico circolo vizioso, dunque, si pensa oggi di punire la presunta 'illegalità' che il Comune stesso ha contribuito ad alimentare, con le sue politiche di esclusione abitativa".

Le associazioni evidenziano poi la questione che gli sgomberi forzati violano la normativa ONU: "Precise convenzioni internazionali vietano lo sgombero in assenza di soluzioni alternative, a prescindere dalla condizione giuridica degli abitanti (cioè dal possesso di un permesso di soggiorno), e dalla titolarità di diritti sul terreno occupato (cioè dall’eventuale carattere 'abusivo' del campo) - dicono - a ciò si deve aggiungere che, due anni fa, il Consiglio Comunale aveva approvato una mozione che chiedeva di ripristinare acqua, luce e scuolabus per il Campo della Bigattiera, nonché di individuare percorsi di inserimento abitativo. Da allora nulla è stato fatto: niente acqua, niente luce, niente scuolabus, nessun progetto di superamento del campo".

"Ci rifiutiamo di assistere impotenti all’ennesima umiliazione inflitta a famiglie, donne e minori. E ci rifiutiamo di vedere l’apertura dell’anno scolastico segnata da bambini allontanati, cacciati, esclusi - concludono Africa Insieme e Progetto Rebeldìa - chiediamo la sospensione dello sgombero, e, raccogliendo la proposta dell'assessora Capuzzi di cercare soluzioni alternative, chiediamo anche l’immediata convocazione di un tavolo di lavoro, che coinvolga le famiglie del campo, gli insegnanti delle scuole e le associazioni di volontariato".

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