Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Canapisa, rispondono gli organizzatori: "Ragioniamo, senza demonizzare"

L'Osservatorio Antiproibizionista ribatte alle critiche, fatte secondo gli attivisti per scopi diversi dal discutere sui contenuti del tema delle droghe, e denuncia un atteggiamento ostruttivo del Comune

Gli organizzatori della parata antiproibizionista Canapisa, nella conferenza stampa convocata per oggi, hanno reagito agli attacchi arrivati da varie forze politiche ed associazioni ed hanno deciso di ribattere ad ogni critica, affermando che il tema del consumo di sostante stupefacenti sia affrontato attraverso luoghi comuni e strumentalizzazioni, mezzi che vengono usati per delegittimare secondo loro sia la manifestazione che chi vi partecipa.

IL CONSENSO. Fra i tanti aspetti su cui si è dibattuto in questi giorni c'è il tema del consenso della popolazione al corteo. "Chi sono i pisani contrari? - si chiede Pierluigi Dell'Aquila - sono quelli che raccolgono petizioni e vanno sugli articoli di giornale; alle 500 firme raccolte contro noi rispondiamo con i 5mila partecipanti. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di non impattare con la città, siamo sempre stati dialoganti, cosa che dopo i primi 2 anni non ha più fatto il Comune".

PUBBLICITA' ALLA DROGA. Una manifestazione che incita al consumo? "Non è affatto propaganda in questo senso - prosegue Pierluigi - la vera propaganda è la demonizzazione, non ragionare sull'uso. Con questa contrapposizione si identifica l'assumere sostanze come una ribellione al sistema ordinario di condanna, stimolando così il binomio disagio-droga". "In breve - aggiunge Alberto Mari - è il proibizionismo che massimizza i danni". 

LEGALITA'-POLITICA. Il problema sta nella consapevolezza delle persone, non tanto nelle sostanze: "Sono davvero le droghe illegali quelle dannose? Negli ultimi mesi - prosegue Alberto - sono morte 4 persone per trattamenti sanitari obbligatori dove sono stati somministrati psicofarmaci, droghe legali, che vengono usate anche a scopo ludico, mescolate con alcol. Noi siamo per fare informazione, per fare i test anonimi sulle sostanze in centri appositi per sapere cosa si va a consumare, per avere consapevolezza nella propria libera scelta e per prevedere meccanismi di riduzione del danno".

Sulle tante critiche: "Diciamo che siamo in campagna elettorale - afferma Alberto - c'è bisogno di un nemico e quindi veniamo attaccati in modo strumentale. Dispiace vedere una certa sinistra che va dietro ai discorsi della destra, ma è una situazione che rispecchia il quadro nazionale".

ORDINE PUBBLICO. Sul consumo di stupefacenti e sui disagi derivanti dal corteo: "Oltre alla pulizia che facciamo distribuiamo acqua utile a minimizzare i danni - spiega Pierluigi - diffondiamo questa buona abitudine, la manifestazione è un momento in cui si può sperimentare la tecnica. Sulla pipì per strada, ma si fa di più durante Canapisa? I bagni pubblici dove sono? Noi mettiamo quelli che possiamo, ma Pisa è attrezzata per eventi con tanta partecipazione? Dovrebbe essere interesse del pubblico preoccuparsi dei partecipanti, ma non succede".

"CHI PARTECIPA E' UNO SBANDATO". E qui si può generare conflitto sociale: "Con le opposizioni ad una libera manifestazione e gli attacchi si veicola il messaggio che chi partecipa è una specie di reietto, si crea una sorta di razzismo, una discriminazione che crea guerra sociale quando si tratta di una manifestazione pacifica, come riconosciuto dalla Prefettura e dalle risposte alle interrogazioni parlamentari, una festa a cui partecipano giovani studenti, lavoratori, professionisti, disoccupati, contadini e malati".

LA FIDEJUSSIONE. Il Comune di Pisa aveva chiesto una garanzia di 5mila euro per eventuali danni del corteo. "Non pagheremo - afferma Alberto - sarebbe un precedente molto grave e comunque siamo forti del parere della Prefettura. Non possono esserci vincoli economici al diritto di manifestare".

"Ieri abbiamo avuto un incontro in Questura sulle modalità del corteo - conclude Alberto - domani saremo in prefettura per ricevere delle 'prescrizioni', che caso strano solo a noi vengono imposte. Il 28 comunque Canapisa ci sarà. La partenza è fissata da Piazza della Stazione".

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