Cancello in via Sant'Orsola, i residenti: "Necessario per arginare la malamovida"

Gli abitanti contro chi ha parlato di rievocazioni di epoche buie e di tentativi di privatizzare gli spazi pubblici: "Chiacchiericcio di chi preferisce la retorica alla realtà"

"Abbiamo richiesto l'installazione del cancello molti mesi fa come misura estrema e necessaria per arginare gli effetti letteralmente devastanti della malamovida cittadina". E' quanto scrivono in una nota un gruppo di residenti e commercianti di vicolo Sant'Orsola che sottolineano come la via "particolarmente esposta ai flussi di persone che, in epoca pre-Covid, partecipano ai rituali (alcolici e spesso incivili) della movida".

I residenti hanno "costantemente documentato - prosegue la nota - con video, foto ed esposti alle autorità competenti e all’Amministrazione, la situazione di intollerabile degrado, connessa non soltanto all’utilizzo della via come cesso pubblico per gli utenti della malamovida, ma anche alla presenza abituale di spacciatori (come le denunce confermano) e di gruppi di soggetti, anche giovanissimi, in stato di alterazione da assunzione di bevande o droghe, intenti a dare l’assalto ai portoni e alle serrande degli esercenti, sino alle tre di notte inoltrate". 

"Per reagire a questa situazione - proseguono - e tutelare diritti come il sonno, la salute, la salubrità dell’ambiente, lesi sensibilmente da questi comportamenti, i residenti della via hanno proposto l'installazione del cancello rendendosi disponibili ad auto-finanziarlo. Dopo molti solleciti, l’Amministrazione Comunale ha deciso di accogliere la proposta e di sostenerla economicamente, assumendo pienamente, come corretto, la gestione del cancello, aperto durante le ore giornaliere e chiuso di notte, al solo fine di ridurre l’impatto di comportamenti incivili su alcuni cittadini".

Secondo i residenti "si deve riconoscere al Sindaco e alla Giunta tutta di aver preso atto di una realtà intollerabile e di aver agito con determinazione, ponendo le condizioni per alleviare una situazione di profondo disagio. Siamo consapevoli che un cancello non risolverà il problema alla radice; ma è un primo passo concreto, la dimostrazione di una consapevolezza e sensibilità verso questi temi, apparentemente così marginali, eppure intensamente impattanti sulla vita dei cittadini".

"A fronte di questo quadro - concludono - l’evocazione da parte di alcuni esponenti politici di 'epoche buie' e di tentativi di 'privatizzare' spazi pubblici appaiono per quel che sono: l’inconsistente e superfluo chiacchiericcio di chi, privo di altri argomenti, preferisce una retorica vacua e assurda alla professione della realtà, da cui ci si è definitivamente dissociati. Ben venga per loro: la città è però fatta di realtà. Infine, ci si dovrebbe vergognare per il riferimento alle 'epoche buie' così fuori luogo da banalizzare esattamente la gravità di quei contesti storici. Il buio politico e culturale è altrove, non in via Sant’Orsola".

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