Cronaca

Capitale italiana della cultura, gli Amici di Pisa: "Un'altra beffa"

A preoccupare l'associazione non è tanto la sconfitta ma il contesto in cui vengono tagliati uffici di servizi utili ai cittadini

Immagine di repertorio

L'associazione Amici di Pisa celebra la vittoria di Pistoia come capitale della cultura italiana 2017. La città della Torre è stata di nuovo battuta, ma l'ente è ottimista: "Prima o poi vincerà qualche concorso, magari producendo sponsor più accreditati ed influenti".

A preoccupare sono invece altri aspetti, più legati alla struttura dei servizi cittadini: "Ciò che lascia veramente perplessi è l'annuncio che molto probabilmente gli uffici della Motorizzazione Civile di Pisa saranno trasferiti a Livorno o Lucca perché l'amministrazione pubblica non può più sostenere l’affitto annuale (pare 180mila euro) dei locali in cui opera. A questo punto, al di là della condivisione del progetto di una razionalizzazione delle spese della PA, naturalmente se ciò con crea disagi ai cittadini, ci domandiamo se non fosse stato possibile utilizzare gli enormi spazi lasciati vuoti dalla dismissione delle caserma pisane e di altri locali da tempo sfitti e non utilizzati e quindi certamente con affitti più abbordabili".

Il quadro è completato dal "probabile accorpamento della Prefettura di Pisa a quella di Lucca, già paventata da tempo come, a seguito del riordino delle Camere di Commercio, quella di Pisa sembrerebbe che potesse essere accorpata a quella di Lucca. Tutto ciò non può che impensierire i cittadini di Pisa e della sua Provincia, non fosse altro per il fatto che si sentono non adeguatamente tutelati da chi dovrebbe salvaguardare il prestigio di una città che, oltre alla sua immensa storia, è a capo di una provincia di più di 400mila abitanti".

Incompleto anche il riordino delle province, dove è in corso l'organico trasferimento delle competenze "e non è ancora risolto il problema del ricollocamento del personale; tutto ciò pare che debba costare alla collettività circa due miliardi di euro (vedi Panorama del 20/1/2016). Quindi ben venga un riordino della PA, ma non a scapito della collettività, perché per sbrigare una pratica sobbarcandosi un viaggio di alcune decine di chilometri non è un costo per la PA, ma del cittadino, a cui si deve aggiungere il disagio e il dispendio di un tempo maggiore".

"Siamo convinti - concludono gli Amici di Pisa - che in Italia vi siano molti altri modi per risparmiare denaro pubblico; tutti giorni abbiamo notizie di tangenti, evasioni fiscali, privilegi di tutti i tipi, furbetti del cartellino, ecc; per cui i nostri politici locali ci mettano una buona parola e facciano presente a chi di dovere che non si risparmia eliminando gli uffici, ma organizzandoli meglio e responsabilizzando chi vi opera".

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