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Capodanno pisano, Antonio Mazzeo: "La celebrazione rimane della città. Slitta la commemorazione per Fucini"

Il presidente del Consiglio regionale spegne le polemiche: "Il 25 marzo rimane una festività pisana. Le cerimonie per il centenario della morte di Renato Fucini slittano ad aprile"

"Giovedì 25 marzo si celebrerà il Capodanno pisano e io sarò in cattedrale per la celebrazione del raggio di sole che segnerà l’ingresso, secondo lo stile pisano, nel 2022. Lo farò, quest’anno, con un augurio e una speranza speciale: lasciarci alle spalle il prima possibile il difficile anno che sta per finire e aprirci ad una nuova stagione ricca di opportunità". Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo sgombra il campo dalle polemiche che nelle scorse settimane erano sorte in seguito alla decisione della Regione di dedicare le celebrazioni del Capodanno pisano a Renato Fucini.

"Voglio esprimere il mio sincero apprezzamento per le associazioni che custodiscono e valorizzano le tradizioni della città di Pisa, che ormai sento mia perché quella in cui ho scelto di vivere e in cui costruire la mia famiglia. E per questo ringrazio il Comune dell’invito" prosegue Mazzeo. "So bene che proprio a Pisa, già dagli anni Ottanta, si è recuperata l’antica tradizione in cui si faceva iniziare l’anno civile il giorno dell’Annunciazione, quel 25 marzo che nello stile pisano anticipava di più di nove mesi l’inizio del nuovo anno".

Mazzeo poi spiega: "Il legame con la mia città mi porta naturalmente a considerare questa ricorrenza come particolarmente importante. Quest’anno sia le condizioni eccezionali legate all’epidemia, sia il poco tempo a disposizione dopo la mia elezione a presidente del Consiglio regionale con la necessità di dare piena operatività all'Ente fino all’approvazione del Bilancio 2021, hanno impedito di affrontare la preparazione e le scelte in merito al Capodanno in modo adeguato nei tempi e nei modi, causando inevitabilmente dei passaggi affrettati. Voglio prima di tutto prendere l’impegno di costruire la prossima edizione con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni pisane, condividendo in tempo utile programmi e percorsi".

"Condivido inoltre la necessità di valutare la possibilità di rivedere la legge regionale 46/2015 ed il suo riferimento al Capodanno del 25 marzo, cercando una formulazione più corretta e rispettosa della storia" sottolinea Antonio Mazzeo. "Vorrei per questo smorzare definitivamente la polemica, anche accesa, nata in questi giorni rispetto alla volontà della Regione di commemorare, all'interno delle celebrazioni del Capodanno, la figura di Renato Fucini, di cui ricorre il centenario dalla morte avvenuta il 25 febbraio del 1921".

Antonio Mazzeo precisa: "Per non creare sovrapposizioni (peraltro il 25 marzo è anche il Dantedì), l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha dunque deciso di posticipare le iniziative dedicate a Fucini alla seconda metà del mese prossimo. Cominceremo a Pisa in Sala delle Baleari il 16 aprile e continueremo nei giorni successivi nella Villa fuciniana di Dianella a Vinci, poi a Firenze, per finire a Monterotondo, il suo paese natale. Ritengo che ricordare in occasione di questa ricorrenza la figura di Renato Fucini significhi valorizzare una figura di toscano a tutto tondo per la sua biografia (nato in Maremma, studente a Pisa, impegnato nell'amministrazione pubblica a Firenze al tempo della capitale, impegnato nel Ministero della Pubblica istruzione a Pistoia e nell'Appennino, residente a lungo fino alla morte nell'empolese) e valorizzare oltremodo il suo legame con Pisa, dato che Fucini è il primo a dare dignità letteraria al suo vernacolo. Insomma una figura che a cento anni dalla morte è giusto ricordare e agganciare alla ricorrenza che valorizza l'anno toscano e un'opportunità per Pisa di essere perno delle celebrazioni di un personaggio così legato alla vita culturale della città".

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