Santa Luce, ritrovato un capriolo mutilato: opera di un bracconiere?

Già lo scorso giugno era stato segnalato da un turista, sempre nella stessa zona, un altro esemplare anch'esso smembrato: il tutto lascerebbe ipotizzare che si tratti della stessa mano

Solo due giorni fa la notizia del ritrovamento di un tasso orrendamente seviziato con il fuoco e finito con un corpo contundente. Oggi un altro terribile ritrovamento, quello di un capriolo orrendamente mutilato nei pressi di Santa Luce, in un'oasi protetta della Provincia di Pisa. A segnalare il tutto è un turista, come già successo lo scorso giugno sempre nella stessa zona, visto che l’area in questione è a meno di un chilometro dal precedente ritrovamento, avvenuto proprio a ridosso della postazione di un bracconiere.

Il corpo del capriolo è stato poi verosimilmente attaccato dall’azione di una volpe o altro animale selvatico, ma quello che è strano è la presenza intatta di pancia e collo. Le parti molli, infatti, dovrebbero essere quelle che tipicamente attirano l’azione di un predatore.

Forse il laccio-cappio di un bracconiere gli aveva amputato la parte terminale dell’arto, oppure chissà che cosa. Il tutto, poi, nel più ampio comprensorio dove il Corpo Forestale dello Stato è più volte intervenuto bloccando squadre notturne di cinghialai. Operazioni scaturite a seguito dei continui solleciti provenienti dagli agriturismi, stanchi di registrare le lamentele dei clienti spaventati dagli spari notturni.

Ma chi può avere ucciso il povero capriolo di Santa Luce?
“Per dirlo con più certezza – riferisce a GeaPress Jean Claude Pucci Guida Turistica della zona ed esperto naturalista – dovrei vedere l’animale, ma quello che appare evidente è la mancanza di segni di predazione nelle parti molli“. Svuotare dal torace una preda è poi cosa insolita, spiega Jean Claude. “Si tratta di parti robuste, sia per l’apparato muscolare che per la stessa protezione della cassa toracica. Un non senso, ancor di più se rimangono intatte le parti molli“.capriolo Santa Luce giugno

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Non è da escludere che il povero animale sia stato sottoposto solo alle prime fasi della macellazione e poi abbandonato dal bracconiere, forse spaventato dall’avvicinarsi di qualcuno. Considerata, però, la vicinanza con lo stesso luogo del giugno scorso, tutto lascerebbe presupporre ad una frequentazione abituale.

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