Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Volterra

Il garante dei detenuti a Volterra: "E' un carcere risocializzante"

Secondo Corleone deve essere mantenuta l'impostazione della casa di reclusione volterrana, che inoltre, ulteriore elemento positivo, non soffre di problemi di sovraffollamento

Ha visitato la casa di reclusione di Volterra il garante dei detenuti della Toscana Franco Corleone. Nel carcere volterrano sono ospitati 141 detenuti di cui 46 stranieri. A fronte di 19 ergastolani e di 28 persone che hanno da scontare una pena superiore a 24 anni, sono 13 coloro che lavorano dentro o fuori il carcere e tornano in cella alla sera, mentre altri 27 sono coloro che godono di permessi regolari.

“Quello di Volterra è un carcere unico nel suo genere, essendo situato in un luogo storico, nel Maschio della Fortezza, ma soprattutto non ha problemi di sovraffollamento, tanto che all’occorrenza potrebbe trovarvi posto un’altra ventina di persone. E’ un carcere risocializzante, dove si gioca la sfida del recupero di soggetti che hanno a carico grandi pene detentive. Per questo è un carcere da seguire con grande attenzione” ha detto Corleone, esprimendo dunque un parere positivo al termine della visita.

La casa penale, con sede in una parte della Fortezza medicea, ha celle piccole ma ben distribuite. Sue attività qualificanti sono il Teatro della Fortezza, le Cene galeotte, la Scuola polivalente interna che è aperta anche ai ragazzi della zona, la produzione di manufatti e tessuti artigianali.

Corleone è stato accolto dalla direttrice del carcere, Maria Grazia Giampiccolo, che ha illustrato le caratteristiche della struttura e ha annunciato che è iniziato il restauro del Maschio. Tra gli obiettivi dell’amministrazione penitenziaria, secondo quanto emerso, l’intenzione di migliorare i luoghi riservati ai colloqui ordinari e quella di allestire luoghi per l’affettività, nonché l’idea di realizzarvi il Teatro stabile di Volterra.

“Si tratta di un carcere trattamentale, dove prevale l’ispirazione costituzionale di reinserimento del detenuto nella società e nel mondo del lavoro - ha sottolineato Corleone - questa impostazione va mantenuta. Ho fatto presente che bisogna seguire i detenuti con attenzione e cura”.

Infine Corleone ha annunciato che porrà all’attenzione della Prefettura di Pisa la questione delle patenti di guida dei detenuti, che in base al codice della strada sono sospese o non a loro concesse in caso di acquisizione ex novo, dal momento che chi ha l’autorizzazione di poter lavorare fuori dal carcere, talvolta, può trovarsi in difficoltà con il datore di lavoro in quanto impossibilitato a muoversi in modo autonomo.

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