Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Carrefour h24, L'altra San Giuliano: "Una scelta da contrastare ad ogni livello"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nonostante la contrarietà delle organizzazioni sindacali ed alcune Istituzioni locali, la catena commerciale Carrefour, in tutt aItalia, sta portando avanti la sperimentazione di aperture al pubblico di 24 ore e ciò è grazie alla selvaggia liberalizzazione lanciata dal Governo Monti che ha tolto qualsiasi vincolo in favore della tutela del lavoro per i dipendenti che operano nel settore commercio.

Seppure il Governo abbia affermato che “è l’Europa che ce lo chiede” in Germania, come negli altri paesi europei, niente di simile è applicato.

In queste settimane in molte città italiane sono aperte vertenze sindacali tra lavoratori ed azienda e le organizzazioni rappresentative del piccolo commercio di vicinato lamentano una concorrenza sleale da parte della grande distribuzione.

Alcuni Sindaci sensibili a questo problema, in quanto riconoscono nella salvaguardia del commercio dei Centri Commerciali Naturali il mantenimento di un tessuto economico con positive ricadute sul tessuto sociale (vicinanza ai settori più deboli della popolazione e presidio territoriale), hanno provato ad emettere ordinanze che però si sono verificate inefficaci a causa del quadro normativo nazionale.

Del problema ne è investito anche il territorio di San Giuliano Terme dove l’azienda Carrefour nonostante la bocciatura della scelta dell’orario prolungato da parte di Confesercenti, che evidenzia le conseguenze negative sul commercio delle frazioni, ha ormai intrapreso una politica che sacrifica i salari dei lavoratori, rivolgendosi per la copertura dei turni al sistema di assunzioni interinali che garantiscono ai lavoratori in somministrazione minori tutele e minor salario a parità di mansione

A poco vale la giustificazione che tale scelta vada incontro ai bisogni della clientela. Il circolo vizioso messo in moto da tale modello espone sempre di più i cittadini, spesso inconsapevolmente vittime di tale sistema, a drastiche riduzioni dei diritti acquisiti, con una maggiore precarizzazione del lavoro, che niente apporta in favore di una significativa crescita economica ed occupazionale, ma, semmai, comporta la semplice redistribuzione di reddito dalla piccola alla media e grande distribuzione.

Che dire poi sui servizi pubblici che negli orari serali e notturni non sono garantiti in danno della mobilità e della sicurezza dei cittadini? L’assenza di turnazioni notturne dei vigili urbani (che se attivati comporterebbero maggiori costi per tutta la cittadinanza) potrebbe infatti distogliere le altre forze di polizia da compiti di vigilanza sui fenomeni di disagio sociale e criminalità.

Nei prossimi giorni la questione tornerà in discussione in Consiglio Comunale dove L'atrasangiuliano, tramite i nostri consigliericomunali manifesterà tutta la nostra contrarietà alla scelta di Carrefour e facciamo fin d’ora appello a tutti i gruppi consiliari affinché possa arrivare in Parlamento, anche da San Giuliano Terme, che da anni si sostiene abbia sposato la politica di tutela del piccolo commercio di prossimità, una proposta perché sia urgentemente discussa la legge ferma al Senato per la drastica riduzione delle liberalizzazioni selvagge del commercio, permettendo cosi agli Enti Locali di riappropriarsi delle competenze di programmazione precedentemente avute in materia.

Auspichiamo infine in una azione di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini all’acquisto responsabile da parte delle Amministrazioni Comunali a partire da quella di San Giuliano Terme e facciamo appello affinché  e l’Amministrazione Di Maio si impegni ad utilizzare ogni mezzo disponibile per ridurre al minimo le ricadute negative che la normativa sul commercio sta imponendo sul piccolo commercio a vantaggio della grande distribuzione e, sino a quando non sarà ristabilita una normale apertura oraria del Carrefour, siano attivati un minimo di servizi (asilo notturno, trasporti pubblici e servizi di sicurezza) imputandone ovvaimente i costi all'Ipermercato.

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