Disabili: inaugurata la casa di 'co-living' a Cascina

Fa parte degli interventi sul 'dopo di noi', si trova a Marciana ed ospiterà tre persone

E' stata inaugurata la casa di Marciana (Cascina) per 'Abitare sicuro', sistemazione che si trova all'ombra del campanile della Chiesa dei Santissimi Michele Arcangelo e Bartolomeo realizzata in un edificio vicino alla struttura che dal 2002, per decisione della parrocchia, ospita la comunità alloggio protetta per disabili. L'immobile è stato ristrutturato grazie al finanziamento della Regione e ha acquisito le caratteristiche di civile abitazione per il 'dopo di noi'.

Può accogliere fino a tre persone in coabitazione guidata grazie al supporto del personale dedicato e  degli operatori della vicina casa famiglia ed è gestita dalla Cooperativa Paim, lo stesso soggetto che da anni si occupa anche della vicina comunità, quale soggetto capofila di una rete che include pure Uildm, Croce Rossa e Coordinamento etico Cargivers.

Va al suo posto, dunque, un'altra tessera di 'Co-living', l'articolato mosaico d'interventi promosso dalla Società della Salute della Zona Pisana in attuazione della legge sul 'Dopo di Noi' da parte della Regione Toscana grazie ad un finanziamento regionale di 516mila euro destinati alla gestione di dieci strutture dedicate all'autonomia abitativa delle persone con disabilità (due nel Comune di Pisa, tre a Cascina, altrettante a San Giuliano Terme e una a Lorenzana-Crespina).

Stamani, venerdì 21 febbraio, il taglio del nastro ufficiale alla presenza della presidente della SdS Pisana, Gianna Gambaccini, della presidente della Commissione Consiliare Sociale del Comune di Cascina Debora Truglio, e di Davide Ricotta, funzionario del settore Politiche per l'integrazione socio-sanitaria, direzione di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana. Anche se 'Abitare Sicuro', di fatto, è già operativo da qualche mese: un ospite vi abita dal giugno scorso e a breve sarà raggiunto anche da un altro che ha concluso da poco il suo progetto in un'altra struttura, essendo divenuto maggiorenne.

Il progetto ha beneficiato di un finanziamento regionale di 24.500 euro e operativamente è sostenuto quasi totalmente dalla Paim con un cofinanziamento triennale di 36.190 euro. Da parte della SdS Pisana è previsto un contributo di circa tre mila euro per il supporto gestionale.

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“Progetti come questo sono un esempio di buona prassi per una vera inclusione - ha spiegato la presidente della Società della Salute della Zona Pisana Gianna Gambaccini - i programmi che perseguono l’obiettivo del raggiungimento di vita autonoma e indipendente delle persone con disabilità sono imprescindibili per una società si voglia definire civile".

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