Coronavirus, Diritti in comune: "La Clinica di San Rossore sia coinvolta nell'emergenza"

E' l'appello del gruppo consiliare di Ciccio Auletta che chiede di coinvolgere anche la clinica privata pisana per dare un supporto in questo momento alla sanità pubblica

"Non è pensabile, né è più accettabile, che il sistema privato non sia coinvolto in quanto sta avvenendo". E' il presupposto sul quale si basa l'appello del gruppo consiliare di Diritti in comune che chiede la 'discesa in campo' della Casa di cura privata di San Rossore in questa emergenza da Coronavirus.

"Nell’enorme sforzo che si richiede al sistema sanitario pubblico, depauperato negli ultimi decenni di miliardi di finanziamenti, personale medico e infermieristico (mancavano da tempo ad esempio nel SSR 5 mila infermieri solo in parte integrati dai 1600 delle ultime assunzioni legate alla emergenza sanitaria) ma anche gestionale e amministrativo - sottolineano da Diritti in comune - ci si è fin qui dimenticati della Casa di Cura Privata San Rossore. La clinica privata dispone di un'ala dedicata alla radiodiagnostica, ambulatori e 70 posti letto; è possibile svolgervi interventi chirurgici ed è dotata di una sala intensiva. Non possiamo consentire a quelle forze politiche, che in questi anni hanno favorito il sistema privato rispetto a quello pubblico, di lasciare ancora una volta il privato fuori da ogni responsabilità. Riteniamo che strutture come quella di San Rossore, possano essere utilizzate dal servizio pubblico, mettendo in disponibilità senza oneri per il SSR, spazi, personale e prestazioni; magari garantendo quelle prestazioni e attività che, al momento, sono state sospese per evitare la congestione e il sovraccarico e dedicare personale e posti alla crisi da nuovo Coronavirus. Pensiamo, ad esempio, a un percorso 'No Covid 19' che si affianchi al Santa Chiara, permettendo ad esempio tempi rapidi e adeguati per i follow up di altre patologie".

"In queste ore la Spagna sta procedendo alla requisizione della sanità privata. Noi riteniamo che tutte le strutture private, anche quelle non convenzionate, debbano mettere a disposizione i loro reparti, i loro letti, il loro personale - proseguono dal gruppo del consigliere comunale Ciccio Auletta - di fronte al totale disimpegno delle strutture private, lo Stato, tramite le Regioni, dovrebbe procedere alla requisizione delle strutture e, una volta terminata l’emergenza, dovrebbe revocare l’autorizzazione a svolgere l’attività sanitaria. Nessuno può sottrarsi, in nome del profitto, a questi doveri costituzionali e morali".

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"La crisi in corso - concludono da Diritti in comune - conferma ulteriormente ciò che da sempre chiediamo e per cui ci battiamo a livello locale e nazionale: rilanciare la sanità pubblica, duramente colpita dalle politiche dei tagli alla spesa e della privatizzazione strisciante, recuperare lo spirito che sta alla base della sua nascita nel 1978, anche contro ogni ipotesi di 'autonomia differenziata'”.

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