Centro per uomini maltrattanti, l'assessore: "Dalla Casa della Donna polemiche strumentali"

Rosanna Cardia replica all'associazione e precisa la funzione e lo scopo della casa per uomini violenti, proposta contenuta nel programma di mandato del sindaco

L'assessore Rosanna Cardia

“Non è la prima volta che in Italia si parla di misure per padri maltrattanti, sinceramente mi sorprendono queste reazioni più prevenute da elementi di carattere ideologico che non dall’autentica volontà di affrontare e risolvere i problemi. Sorprende ancora di più il fatto che la proposta di una casa per uomini violenti sia definita ‘inutile e pericolosa’ da parte di un’associazione che collabora strettamente con l’associazione 'Nuovo Maschile' di Pisa per offrire un servizio di ascolto rivolto proprio ad uomini autori di violenza”. A parlare è l'assessore alle politiche Socieducative Rosanna Cardia dopo la reazione della Casa della Donna alla proposta, contenuta nel programma di mandato del sindaco Conti, di istituire un centro per accogliere gli uomini violenti.

“Un provvedimento del genere - continua l’assessore Cardia - intende tutelare in primo luogo il minore, ritenendo che nel caso di spostamento forzoso della mamma, sarebbe una vittima incolpevole costretta a subire uno sradicamento dal suo ambiente domestico, sociale, relazionale e scolastico. Per i bambini questo è un vero trauma, che con una misura del genere potrebbe essere evitato. Tra l’altro, non è facile nemmeno per la madre gestire la relazione con i bambini in caso di allontanamento dalla casa familiare”.

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“Di fatto non ritengo giusto che sia sempre e soltanto la donna, vittima della violenza, ad essere allontanata dalla propria casa subendo così un’ulteriore umiliazione. Alla base della nostra proposta c’è il fatto che esiste un’ampia tipologia di maltrattamenti fisici e psicologici da parte di uomini che, in alcuni casi, possono essere individuati e recuperati prima che sfocino in episodi di violenza. Per questo ci prefiggiamo come obiettivo anche quello di attivare politiche per la rieducazione dell’uomo maltrattante”. “Da mesi la Casa della Donna non perde occasione di attaccare questa amministrazione, rifuggendo un confronto su temi molto delicati, preferendo invece la strumentalizzazione sistematica e lo scontro politico ancor prima di entrare nel merito delle proposte”.

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