Case popolari in via Bandi: "Servono manutenzioni, chiediamo una commissione per valutare la gestione Apes"

I residenti, presenti al sopralluogo della commissione consiliare, tornano a chiedere interventi per Sant'Ermete

C'erano anche molti residenti delle case popolari, ieri 7 ottobre, alla visita-sopralluogo presso le abitazioni di via Bandi della Seconda Commissione del Consiglio Comunale di Pisa, alla presenza del direttore Claudio Grossi e dell'assessore al sociale Gianna Gambaccini. Il comitato di quartiere di Sant'Ermete si è mobilitato per segnalare "il quadro generale dei disagi e della condizione di questi nuovi alloggi popolari", finiti di costruire appena 5 anni fa e facenti parte di una progettualità complessiva che ha avuto un iter travagliato - dove non sono mancate le proteste - e di fatto è ancora in itinere. 

Le rivendicazioni degli attivisti quindi proseguono non solo per le vecchie abitazioni in via Emilia, con tanto di esposti in Procura sulle loro condizioni, ma anche per queste recenti: "Chiediamo manutezioni straordinarie da subito e trasparenza sui costi della gestione Apes". "Piove nel vano scale - elencano gli abitanti - c'è umidità di risalita nelle cantine ed in generale nelle abitazioni ai piani alti, le scale non hanno corrimano, cassonetti condominiali senza recinzione, fognature non adeguate con ricorso allo spurgo, porte d'ingresso imbarcate". Poi la richiesta di documentazione, come ad esempio per le spese dell'utenza acqua che "nonostante le ripetute richieste di vedere le fatture, mai ne è stata fatta vedere una. La ripartizione coi contabilizzatori attivi è errata, non ci sono le vere letture sopra", oppure il parcheggio che "risulta privato questo fa sì che la luce dei lampioni esterni venga caricata sulle spese dei singoli assegnatari, ma in realtà è un parcheggio che usano tutti quelli della zona, perchè aperto e accessibile, senza numerazioni degli stalli".

Viene quindi richiesta alla commissione consiliare "l'istituzione di una commissione formata - oltre che dalle istituzioni preposte - anche dagli abitanti delle case popolari, che verifichi gli addebiti con more e spese condominiali stratosferiche sui canoni di locazione; le problematiche di tipo strutturale derivanti dalla mancata manutenzione straordinaria, da addebitare all'Apes; i rapporti tra investimenti economici, mutui e fallimento di aziende appaltatrici; i costi del personale e dei servizi esternalizzati a fronte degli effettivi risultati ottenuti, che consideri gli effettivi problemi sociali e sanitari degli inquilini di case popolari valutati dagli uffici competenti come 'morosi'. Vogliamo quindi che venga analizzato il 'debito' che in più occasioni a mezzo stampa i vertici del Comune di Pisa e dell'Apes hanno addossato ai 'morosi' abitanti delle case popolari, e scomputato delle eventuali responsabilità derivanti da una cattiva gestione del patrimonio pubblico".

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