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Case popolari, Auletta (Diritti in Comune): "No alla riscossione forzata delle morosità"

La richiesta, che verrà discussa lunedì 25 gennaio in Seconda commissione di controllo, punta anche a una rimodulazione dei canoni e a un piano di vera riqualificazione

Lunedì 25 gennaio nel corso della seduta della Seconda commissione di controllo del Comune di Pisa, uno degli argomenti sui quali si focalizzerà l'attenzione sarà la morosità incolpevole per i residenti delle case popolari. A promuovere l'argomento Diritti in Comune, che ne spiega la motivazione attraverso le parole del capogruppo Ciccio Auletta.

"In un momento di grave crisi sanitaria ed economica, l’Azienda Pisana per l’Edilizia Sociale ha adottato un nuovo regolamento sulla morosità degli inquilini, affidando a SEPI il servizio di recupero forzoso. Gli amministratori dell’APES pensano davvero di risanare in questo modo il bilancio della società? Il risultato di questo regolamento, adottato senza un confronto democratico con le parti politiche e sociali, sarà quello di rendere più burocratica e automatica una procedura di riscossione, in passato gestita da APES: in questo modo sarà difficile o impossibile sia verificare caso per caso le reali condizioni economico-sociali e abitative di chi non ha pagato i canoni, sia controllare la correttezza dei calcoli di quanto dovuto".

Il comunicato prosegue: "Il nuovo regolamento continua a ignorare un fatto essenziale, su cui da tempo noi richiamiamo l’attenzione. In questi ultimi anni gli abitanti delle case popolari (pensiamo a chi vive a S. Ermete, sempre in attesa della ricostruzione degli edifici) hanno vissuto in alloggi invivibili, insicuri, insalubri, inabitabili e hanno perciò diritto alla rimodulazione dei loro canoni, fino all’azzeramento nei casi di più grave inadempienza di APES. Invece di assumersi pienamente le proprie responsabilità, l’Azienda scarica ogni colpa sugli inquilini etichettati come 'morosi colpevoli', senza fare autocritica, né distinguere le diverse situazioni".

Auletta continua: "Presenteremo le nostre critiche e le nostre proposte alla Commissione consiliare che si riunirà proprio per discutere di case popolari e morosità incolpevole. Da una parte, riteniamo il nuovo regolamento sulla riscossione crediti tramite SEPI uno strumento inutilmente vessatorio, che va a colpire indiscriminatamente un pezzo di cittadinanza colpita dalla crisi; uno strumento alla fine inefficace per ripianare il bilancio di APES. Dall’altra parte, la lotta all’elusione e all’evasione va fatta a partire dai grandi immobiliaristi della città, che devono milioni di euro alle casse comunali e che riescono puntualmente a non pagare o a rimandare il pagamento dei loro debiti".

Secondo Diritti in Comune, "recuperando finalmente queste risorse si potrà finanziare un grande piano di ristrutturazione e recupero degli alloggi popolari, e alimentare un fondo per la morosità che includa sia chi non paga per motivi economico-sociali, sia chi non è giusto che paghi per le condizioni inaccettabili del proprio alloggio".

"Non è di un regolamento di riscossione automatica dei crediti che abbiamo bisogno - conclude Ciccio Auletta - abbiamo invece bisogno di una gestione delle case popolari che rimetta finalmente al centro il diritto all’abitare e la dignità delle persone e delle famiglie che abitano negli alloggi pubblici; una gestione che si basi sulla trasparenza e sull’equità dei costi, sulla partecipazione civica alle decisioni, sulla riqualificazione abitativa e sociale di interi quartieri, dimenticati e trasformati in 'periferie' in tutti questi anni".

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