Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Case popolari a Sant'Ermete: dopo l'incontro in Comune il blocco in via Emilia

Una delegazione del Comitato di quartiere ha incontrato in 2° Commissione consiliare l'Apes e l'assessore Zambito. E' sempre scontro: "Solo prese in giro, vogliamo impegni concreti"

Foto Facebook Comitato Sant'Ermete

Restano tesi i rapporti fra gli attivisti del Comitato di quartiere Sant'Ermete e gli esponenti delle istituzioni, in particolare Apes e l'assessore alla casa Ylenia Zambito.

Oggi, 23 gennaio, si è tenuto un incontro fra le parti presso la 2° Commissione consiliare del Comune per affrontare il tema delle case popolari. Da un lato la riqualificazione portata avanti dall'amministrazione, dall'altro le ripetute richieste dei residenti di tempi certi e dell'esonero dall'affitto, quest'ultimo legato alle condizioni strutturali degradate delle abitazioni come descritto dalla relazione della Asl.

A seguito del faccia a faccia delle ore 15, la delegazione del Comitato è tornata in via Emilia intorno alle 16.30, momento in cui è partito il blocco del traffico. Segno evidente che le risposte ricevute non sono piaciute: "Ci hanno detto - spiegano i manifestanti - che non abbiamo motivo di protestare, che le case sono a norma, che non ci sono gravi problemi strutturali, che siamo pretestuosi e che invece dovremmo ringraziarli. Le solite prese in giro e perdite di tempo".

La preoccupazione del Comitato è il costante allungarsi dei tempi per le nuove case: "Ci hanno detto che a marzo finisce la progettazione per i 39 alloggi al posto dei 5 edifici abbattuti, per poi quindi passare al bando di gara. Il finanziamento rientra in quello regionale, per un totale di 13 milioni. Noi non vogliamo più sentire chiacchiere, vogliamo veder partire i lavori, se va tutto bene visti i continui ritardi se ne parla per il 2018, quando ci sono comunque 90 nuclei familiari da sistemare".

In conclusione i manifestanti chiedono "un dialogo anche con la Regione per finanziare concretamente l'intervento, che deve partire al più presto, e intanto portare avanti l'esonero dall'affitto. Perché in realtà si conosce bene la situazione di degrado in cui viviamo, certificato fra l'altro dalla relazione dell'Asl".

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