Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Cascina: l'ex casello idraulico di San Benedetto a disposizione dei profughi

I migranti attualmente sistemati nel fabbricato di Tombolo verranno trasferiti nell'edificio appartenente alla Provincia di Pisa. Rispettato il protocollo sanitario che prevede controlli periodici

I migranti nella struttura all'interno del parco di San Rossore

Prosegue, e anzi s’intensifica, l’impegno della Provincia di Pisa nell’ambito della gestione dei flussi di migrazione diretti verso l’Italia e provenienti da aree del mondo segnate da emergenze umanitarie. Oggi, venerdì 8 agosto, sarà reso disponibile l’edificio, interamente ristrutturato, dell’ex casello idraulico situato all’interno del Parco Collodi, in località San Benedetto, nel comune di Cascina. E per l’immobile, di proprietà appunto della Provincia, si tratta di un’entrata in scena di carattere immediatamente operativo: nei suoi locali, che includono cinque camere e che esprimono una superficie globale di 230 mq, con una capacità di alloggio fino a 20 posti, saranno trasferite le persone attualmente sistemati nel 'fabbricato d’accoglienza' ubicato in località Tombolo, appartenente alla Prefettura.

Il presidente Andrea Pieroni sottolinea come per la Provincia (che su questo fronte è presente attraverso l’Istituzione centro Nord-Sud) si tratti di “un passo che segna un coinvolgimento ancora più profondo o in questa esperienza, venendo a sostenere un’iniziativa di ospitalità in una struttura che fa parte del proprio demanio”. Struttura che, come detto, sostituirà quella al Tombolo, andando ad affiancare le altre due già attualmente funzionanti nel comune di Pisa: quella di Cascine Nuove (la cui gestione quotidiana è affidata alla Cooperativa Arnera) e quella di Piaggerta (gestita da Società della Salute Area Pisana e Cooperativa Paim).


A San Benedetto di Cascina la Provincia sarà presente, sotto il profilo delle risorse umane, con personale del Centro Nord-Sud (per le funzioni generali), del Servizio Protezione Civile (per la logistica) e del Servizio Istruzione (per le attività di 'integrazione di base' dei migranti); accanto a loro, per il coordinamento delle attività ordinarie, opereranno anche qui addetti della Cooperativa Arnera. La metodica d’accoglienza prevede ovviamente il rispetto del protocollo sanitario elaborato ed applicato di concerto con il Dipartimento prevenzione dell’azienda Usl 5 (primo adottato in Toscana e fra i primi in Italia), in base al quale i gruppi ospitati nel territorio pisano sono accompagnati da specifici controlli, fin dal loro stesso arrivo in aeroporto e poi via via periodicamente, lungo tutto il periodo di permanenza. E sempre in linea con le procedure fin qui seguite, anche le persone che da domani saranno sistemate a Cascina verranno poi 'dislocate' gradualmente in contesti abitativi di dimensione più contenuta che già sono o che verranno a rendersi disponibili negli altri comuni della provincia.

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