Cronaca

'Caso Buscemi' e contributi alla Casa della Donna: "Non dipendono da me"

L'associazione femminista: "Il sindaco rompa il mutismo in cui si è chiuso da mesi". L'assessore: "Nei centri anti violenza le donne dovrebbero essere accolte da persone preparate, non ideologizzate"

Continua l'aspro confronto tra la Casa della Donna di Pisa e l'assessore alla Cultura Andrea Buscemi. Dopo l'affermazione dell'assessore secondo cui la petizione lanciata sul web contro di lui "diffama un uomo innocente" ed è la "prova del 9 che i vertici dell'associazione vanno rimossi se vogliono continuare ad avere sovvenzioni", non si è fatta attendere la replica della Casa della Donna.

"Di accuse e intimidazioni contro di noi - scrive su Facebook l'associazione - ne aveva già scritto in un suo libro quando era candidato, adesso da assessore alla Cultura ha pensato bene di ribadire il tutto in un video. Buscemi chiede che ci vengano tolti i fondi e lo spazio di via Galli Tassi perché, a suo dire, ci occupiamo solo di tisane e yoga. Infine ci accusa di poca professionalità e incapacità di intervento nel contrasto alla violenza sulle donne. Di tutto questo chiediamo conto al sindaco Michele Conti, che invitiamo una volta per tutte a rompere il mutismo in cui si è chiuso da mesi". 

L'associazione rivolge quindi una serie di domande al primo cittadino. "Come è possibile - prosegue la Casa della Donna - che un suo assessore faccia simili dichiarazioni, rivolga accuse e minacce, metta in dubbio i nostri servizi e attività, chieda interventi sulla nostra associazione, senza che lei, sindaco, dica alcunchè? Come è possibile che un suo assessore invochi addirittura la rimozione della presidente e delle componenti del consiglio direttivo che guidano la nostra associazione democraticamente elette dall'assemblea delle socie, unico organo legittimato ad eleggere o destituire presidente e consigliere?"

"E' evidente che l'assessore Buscemi - continua l'associazione - rivolge a noi delle minacce e a lei sindaco delle precise richieste. Un comportamento davvero senza precedenti, secondo noi inaccettabile oltre che offensivo e lesivo per l’istituzione comunale e assai pericoloso per il nostro vivere democratico. E per lei sindaco? Come potete lei e la sua Giunta continuare a far finta di nulla di fronte a simili esternazioni? Spera davvero che la ‘bufera’ passi senza far danni? La bufera non passerà sindaco e il rischio che travolga non solo lei ma tutta la nostra città aumenta di giorno in giorno".

L'associazione si riunirà domani, venerdì 7 settembre, alle 21 presso la propria sede per "una nuova assemblea cittadina. Insieme discuteremo come proseguire la mobilitazione contro la nomina ad assessore di Andrea Buscemi e contro questa amministrazione comunale violenta e sessista!".

Buscemi: "I contributi non dipendono da me"

E sempre su Facebook l'assessore leghista fa alcune precisazioni rispetto alle proprie affermazioni, sottolineando come "il sostegno economico a quella associazione (la Casa della Donna Ndr) non dipende dal mio assessorato". "Nel video - scrive Buscemi - evidenzio la scelleratezza della protesta orchestrata dalle femministe contro me, e mi pare di farlo in modo eloquente. Ma di 27 minuti di registrazione, alcuni preferiscono porre l'accento solo su un aspetto: la minaccia da parte mia di depennare le sovvenzioni alla casa della donna di Pisa".

"Il mio pensiero - prosegue Buscemi - è diverso e dice: le associazioni a difesa della donna vanno sostenute, ma (dato il compito delicato) abbisognano sempre di vertici adeguati (quello cioè che non ravviso attualmente presso la struttura di via Galli Tassi). Nei centri antiviolenza (sostenuti da soldi pubblici), cioè, le donne dovrebbero essere accolte e difese solo da persone preparate e giammai ideologizzate. Proprio per assicurare competenze e miglior sostegno. Gli attuali vertici della Casa della Donna oggi sembrano più specializzati a fare proteste politiche sterili e casereccie (in modo peraltro facinoroso e sessista), ben lungi dal mandato loro affidato dagli enti pubblici (che è quello di rappresentare un presidio costantemente attivo in difesa delle gravi e reali problematiche relative all'universo femminile, e di farlo in modo laico, professionale ed equlibrato)".

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