Caso moschea: e adesso?

Lettera aperta al Sindaco di Pisa per chiedere garanzie che sulla questione della moschea il Comune rispetterà le norme del nostro ordinamento, a cominciare dalla Costituzione Italiana

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Sono passati più di tre mesi da quando il TAR, con la sentenza 663/2020, ha dato ragione alla comunità islamica bocciando la variante con cui l’amministrazione di Pisa ha tentato di cancellare la moschea. Le successive reazioni degli esponenti del centro-destra sono state confuse e contraddittorie: spaziavano dalla tardiva ricerca del dialogo con la comunità islamica fino, all’estremo opposto, alla determinazione a perseverare con ogni mezzo nell’azione discriminatoria, senza alcuna considerazione per la sentenza del TAR e per le leggi del nostro ordinamento. La maggioranza di centro-destra si è perfino sottratta alla discussione disertando ripetutamente le sedute del consiglio comunale ogni qual volta si trattava dell’argomento moschea; una fuga dal confronto che continua anche ora, dato che il centro-destra ha imposto la sospensione delle sedute del consiglio fino a dopo le elezioni. Adesso che perfino i termini per un eventuale ricorso al Consiglio di Stato sono scaduti, ci piacerebbe che il sindaco Conti avesse il coraggio di chiarire come pensa di chiudere la questione: la comunità islamica, i residenti di Porta a Lucca e i cittadini di Pisa meritano un minimo di trasparenza. Chiediamo troppo? Vorremmo poi sottolineare che proprio ora questa vicenda assume anche un interesse che trascende l’urbanistica: essa diventa infatti un banco di prova per giudicare se la coalizione di centro-destra che oggi si candida a governare la Toscana intende continuare a cavalcare spregiudicatamente le frange più fanatiche, perseverando in azioni discriminatorie e lesive della libertà di culto di una minoranza; tutto ciò in spregio alla sentenza del TAR, alla Costituzione, e ai più elementari principi di giustizia. O se, viceversa, vuole proporsi come una formazione moderata e pragmatica, che opera per il rispetto e nel rispetto delle leggi del nostro ordinamento.

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