Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Caso Scieri, la Commissione d'inchiesta: "Non fu suicidio, ma aggressione"

Molti i punti oscuri su quanto accaduto nell'agosto 1999 e sulle successive indagini. La presidente Amoddio: "Accertati gravi atti di nonnismo"

Dopo la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pisa, sul caso Scieri c'è la nuova presa di posizione importante della Commissione d'inchiesta parlamentare dedicata, che dopo 20 mesi di indagine ha votato ieri, 5 dicembre, all'unanimità, la propria relazione finale. In essa si parla di un'aggressione avvenuta prima della morte, ricostruzione che quindi mette in dubbio l'ipotesi suicidio.

Alla Caserma Gamerra ci sarebbe stata "un'altissima, sorprendente tolleranza verso comportamenti di nonnismo - afferma la presidente della Commissione Sofia Amoddio (Pd) - speriamo che il nostro lavoro posso restituire verità e giustizia alla memoria di Emanuele". Il militare fu trovato morto ai piedi di una torretta il 16 agosto del 1999. Dalle risultanze delle oltre 6mila pagine di documenti per la Amoddio si evince che "la Commissione ha accertato che alla Gamerra avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia" e che "gli elementi da noi riscontrati consentono di escludere categoricamente la tesi del suicidio o di una prova di forza alla quale si voleva sottoporre Emanuele Scieri scalando la torretta, tesi che nel '99 la catena di comando della Folgore suggerì alla magistratura". "La zona dove è stato ritrovato il cadavere di Emanuele Scieri - specifica la Amoddio - non era una zona del tutto isolata, ma era presidiata da anziani che la utilizzavano come spazio di rifugio e di svago. Si trattava di una zona franca, in parte esente da regole e controlli ed appare molto improbabile che i vertici militari non sapessero cosa accadesse in quell'area".

Le risultanze e le ferite riscontrate sul corpo "sono del tutto incompatibili con una caduta dalla scala e mostrano chiaramente che il giovane é stato aggredito prima di salire sulla scaletta". La parlamentare riferisce anche di "un sistema disciplinare fuori controllo", di fatto coperto da "errori grossolani e responsabilità evidenti" e da "numerose anomalie nell'effettuazione dei rilievi e dei sopralluoghi sulla scena del crimine: dalle audizioni degli stessi carabinieri che effettuarono i rilievi, apprendiamo che intervennero tre nuclei diversi dell'Arma dei Carabinieri e che le operazioni di rilevamento presero avvio in assenza del Pm e senza la presenza dei Ris". Inoltre "il cadavere di Scieri fu manipolato per estrarre dal marsupio il telefono cellulare del ragazzo e risalire al suo numero di telefono. I tabulati con le chiamate pervenute al telefono di Scieri dal 13 al 16 agosto 1999 non vennero mai acquisiti e pertanto, non è possibile riscontrare se il 14 - 15 e 16 agosto 1999, dalla caserma Gamerra furono effettuate ricerche telefoniche al cellulare di Scieri".

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